<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509</id><updated>2011-08-28T23:50:42.050-07:00</updated><category term='manovra economica 2011'/><category term='autonomie locali'/><category term='forma di governo'/><category term='parlamento'/><category term='regioni'/><category term='riforme istituzionali'/><category term='alternativa'/><category term='Europa'/><category term='democrazia'/><category term='federalismo fiscale'/><category term='Berlusconi'/><category term='PD'/><category term='elezioni amministrative 2011'/><category term='sistema politico'/><category term='costituzione'/><category term='riforma elettorale'/><category term='partiti'/><category term='Usa'/><category term='Italia'/><title type='text'>AGOREUO</title><subtitle type='html'>Liberi contributi per il futuro del Partito democratico, dell'Italia e dell'Europa</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>28</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-9101925486607116185</id><published>2011-08-21T09:20:00.001-07:00</published><updated>2011-08-22T02:14:14.790-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Usa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manovra economica 2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Manovre estive, governi inadeguati</title><content type='html'>&lt;p&gt;I mercati finanziari in quest'estate hanno preso di mira gli USA e l'Europa perché hanno visto chiaramente le difficoltà dei governi nell'affrontare seriamente le prospettive di declino delle aree economiche che fino ad oggi hanno dominato il mondo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le risposte che sono state date a questa crisi sono inadeguate in tutte e due le sponde dell'Oceano Atlantico perché si attardano a proseguire politiche neoliberiste che tendono a difendere lo status e i privilegi acquisiti della parte più ricca della popolazione (invece di aprirsi al futuro con una crescita inclusiva, equa e sostenibile) quando i Paesi che stanno crescendo di più (BRIC) seguono altri modelli di intervento dello stato nell'economia.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Negli USA, lo scontro ideologico tra democratici e repubblicani e le diverse maggioranze tra Camera e Senato pongono Obama in seria difficolta' nella realizzazione del programma con il quale ha vinto le scorse elezioni presidenziali, ma fanno capire anche che la societa' americana non e' pronta ad affrontare le sfide prospettate.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In Europa, la miopia dei governi conservatori dei principali paesi ha arrestato il processo di costruzione unitaria ed impantanato l'UE nella logica intergovernativa in cui prevalgono ancora gli egoismi nazionali. Agli stati europei vengono richieste solo politiche di tagli della spesa pubblica, quando la creazione dell'euro imporrebbe necessariamente una piu' compiuta unificazione politica dell'Europa che consenta di dare risposte piu' ppropriate allo spostamento degli equilibri economici e geopolitici mondiali e di costruire una prospettiva di crescita equa e sostenibile per tutto il continente.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il Parlamento europeo ha elaborato &lt;a href="http://www.astrid-online.it/Dossier--d1/Documenti/PE_Risoluz-misure-crisi_06_07_11.pdf"&gt;proposte&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.astrid-online.it/Dossier--d1/Documenti/PE_Risoluz-misure-crisi_06_07_11.pdf"&gt; sulla crisi finanziaria economica e sociale&lt;/a&gt; che mirano a rafforzare la governance unitaria dell'Unione attraversola nascita di un ministro dell'economia, il rafforzamento del bilancio comune, l'istituzione degli eurobond e di una tassa sulle speculazioni finanziarie.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L'incontro della scorsa settimana tra Merkel e Sarkozy ha deluso sia le aspettative dei mercati, sia le aspettative del Parlamento europeo, poiche' ha riproposto soluzioni di carattere nazionale di impianto liberista e un approccio intergovernativo nella governance europea. Anche la proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie e' stata avanzata solo nella consapevolezza che essa non sarebbe stata accettata da altri paesi europei.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se le proposte del Parlamento UE sono troppo ardite per i 27 Paesi  membri e' comunque possibile praticare ipotesi di &lt;a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20110818_00051.shtml"&gt;cooperazione  rafforzata dei paesi dell'area euro&lt;/a&gt;, secondo quanto previsto dal  trattato di Lisbona, creando uno spazio istituzionale integrato intorno  all'unificazione monetaria, che potrebbe anticipare la creazione di uno  spazio politico unitario a livello europeo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In questo contesto si colloca la seconda manovra estiva di emergenza che e' stata approvata dal Governo Berlusconi su richiesta della BCE e che e' ora all'esame del Senato, con l'obiettivo di anticipare gli interventi previsti per il biennio 2013-14 al biennio 2012-13. La manovra cerca di anticipare il pareggio di bilancio e di porre le condizioni di ridurre il grande debito pubblico italiano e attraverso un aumento della pressione fiscale che pesa ancora una volta sui lavoratori dipendenti. La maggioranza di centrodestra si pone l'obiettivo della stabilità attraverso una sensibile riduzione del ruolo dei pubblici poteri, ma non pone le condizioni per un rilancio di una crescita equa, sostenibile e duratura del nostro Paese. Si pongono cosi' serie condizioni per un aumento dell'ingiustizia sociale.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Della &lt;a href="http://www.governo.it/backoffice/allegati/64632-6995.pdf"&gt;manovra approvata dal CdM&lt;/a&gt; vorrei approfondire tre capitoli:  l'intervento straordinario sulle entrate, l'anticipo al 2012 dei tagli alle amministrazioniu pubbliche, la riduzione dei costi delle istituzioni costitutive della Repubblica attraverso la riduzione del numero dei consiglieri regionali e degli amministratori locali e l'abolizione delle piccole province e dei piccoli comuni.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il contributo una tantum e le addizionali colpiscono sempre i soliti contribuenti: i lavoratori dipendenti. Per una riforma del fisco più equa, occorre invece completare il federalismo fiscale spostando la responsabilità fiscale verso il territorio, con una tassa sui servizi sui beni  immobili che insistono sul territorio comunale, una tassa provinciale sui veicoli a motore (autovetture, motocicli, natanti a motore) che consenta di dare una solida autonomia finanziaria a Comuni e Province: occorre inoltre una rimodularzione delle accise e della compartecipazione IVA per compensare i tagli ai trasferimenti alle Regioni. Ma soprattutto, occorre ripensare il fisco centrale spostando il peso della tassazione dalle persone alle cose, allegerendo le tasse sui lavoratori dipendenti, colpendo l'evasione fiscale attraverso la tracciabilita' dei pagamenti, tassando adeguatamente le rendite e i grandi patrimoni.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Rispetto ai tagli alle pubbliche amministrazioni si dovrebbe superare i tagli lineari che pesano in maggior parte sugli enti territoriali per proporre risparmi mirati, legati ad operazioni mirate di vendita e valorizzazione del patrimonio pubblico, alla riorganizzazione dell'amministrazione periferica dello Stato, al contenimento della spesa corrente locale a favore del rilancio degli investimenti, all'abolizione dei diversi enti e strutture (statali e regionali) che oggi svolgono compiti che dovrebbero o potrebbero essere svolti dagli enti territoriali. Interventi di questa natura possono essere tranquillamenre inseriti anche in un decreto legge e in una manovra di emergenza, senza aprire un ampio contenzioso costituzionale, come invece può avvenire quando si toccano gli assetti istituzionali garantiti dalla Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Proprio per questo mi sembra invece ingiustificato l'inserimento nel decreto legge di un  intervento sugli assetti istituzionali di Regioni, Province e Comuni, che tocca aspetti strutturali che devono essere affrontati da un organico disegno di legge costituzionale. Quest'intervento, come ci ha ricordato &lt;a href="http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=66042762"&gt;Manzella&lt;/a&gt;, dovrebbe partire necessariamente da una riforma radicale del Parlamento che preveda una forte riduzione del numero dei componenti della Camera dei Deputati e l'istituzione di un Senato federale, per poi toccare il numero dei componenti dei Consigli e delle Giunte regionali e i limiti dimensionali minimi per un organico accorpamento delle circoscrizioni comunali, provinciali e regionali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In ogni caso manovre di emergenza come quelle delineate e interventi istituzionali di questa portata presuppongono una solida maggioranza parlamentare e non una maggioranza allo sbando come quella attuale. Occorre coinvolgere sia le forze di maggioranza che le forze di opposizione per dar vita ad un governo istituzionale di solidarietà nazionale che possa garantire la sostenibilità degli interventi operati anche nel futuro, attraverso la più larga condivisione delle scelte compiute, come chiaramente è stato indicato dal &lt;a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&amp;amp;key=2246"&gt;Presidente della Repubblica&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se Berlusconi facesse un passo indietro per favorire questa soluzione si potrebbe ricostruire un circuito di fiducia tra il Paese e le istituzioni che rimetterebbe in modo le energie per la crescita del Paese e consentirebbe all'Italia di riconquistare anche la fiducia dei mercati finanziari.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-9101925486607116185?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/9101925486607116185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=9101925486607116185' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/9101925486607116185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/9101925486607116185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2011/08/manovre-estive-governi-inadeguati.html' title='Manovre estive, governi inadeguati'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-7540480741658108479</id><published>2011-05-17T08:25:00.000-07:00</published><updated>2011-05-17T23:10:22.621-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autonomie locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sistema politico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alternativa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PD'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni amministrative 2011'/><title type='text'>Un voto per il territorio, un voto per il Paese</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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dimostrano che una nuova stagione è iniziata.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Le elezioni hanno interessato 11 province e 1343 comuni (di cui 7 comuni capoluogo di regione, 30 comuni capoluogo di provincia) e coinvolto circa 13,5 milioni di elettori.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;E' stata quindi una sfida elettorale di portata generale, accresciuta dal fatto che il Presidente del Consiglio si è candidato di persona nelle liste del PDL per le elezioni comunali di Milano, facendo capire che il voto in quella città avrebbe comportato un giudizio complessivo sul Governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il centrosinistra ha vinto al primo turno in 12 città capoluogo di provincia (solo 4 al centrodestra) e in 3 province (solo 2 al centrodestra). Ha vinto nel Nord del Paese, in cui il vento è cominciato a girare diversamente. Ha vinto in molte altre realtà in cui il centrosinistra era stato in difficoltà (Bologna, Fermo, Benevento, Olbia). E va al ballottaggio con buone possibilità di vittoria in molte città e province. Piero Fassino è diventato sindaco di Torino dopo la   sconfitta del centrosinistra alle elezioni regionali; Giuliano Pisapia è arrivato primo a   Milano, la capitale della coalizione di governo, con il 48% dei voti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggioranza di governo ha mostrato tutte le sue crepe al Nord, dove si è incrinato l'asse vincente tra il PDL e la Lega. Ma il centrodestra è arretrato in tutto il Paese, anche nelle regioni in cui aveva vinto largamente nelle precedenti elezioni politiche, amministrative e regionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se non è possibile estendere meccanicamente il voto amministrativo al voto politico, le elezioni comunali e provinciali dimostrano che l’onda lunga  dell’egemonia berlusconiana si è fermata ed inizia a ritirarsi. Nel Paese c'è un'&lt;a href="http://concita.blog.unita.it/aria-nuova-1.294016"&gt;aria nuova&lt;/a&gt;. Comincia ad emergere un'&lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/05/17/news/un_altra_italia-16367477/?ref=HREA-1"&gt;altra Italia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le forze di opposizione, con le vittorie conquistate al primo turno e con il ballottaggio del 29-30 maggio, hanno ora una straordinaria occasione per dimostrare che un’alternativa al governo di centrodestra è possibile proprio a partire dai territori, avanzando proposte “credibili, affidabili, praticabili” per il governo delle città e delle province.  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ una sfida che riguarda il PD, in primo luogo, che come principale partito di opposizione ha cercato  di costruire un progetto di governo alternativo, attraverso il consolidamento dell’unità del partito, il ricorso alle "primarie di coalizione", il coinvolgimento di tutte le forze di opposizione presenti in Parlamento e nel Paese. Non a caso, anche nel rivendicare la vittoria di ieri, &lt;a href="http://www.unita.it/italia/bersani-pdl-scoppola-micidiale-abbiamo-vinto-1.294277"&gt;Bersani&lt;/a&gt; ha precisato: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Voglio un Pd che cresca servendo, mettendosi cioè al servizio di un  centrosinistra largo, aperto, capace di rivolgersi alle forze moderate e  civiche, capace di prendersi il compito di costruire l'alternativa sui  temi che interessano ai cittadini&lt;/span&gt;». &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma la sfida riguarda tutte le opposizioni che, in vario modo, hanno proposto candidature per le elezioni comunali e provinciali e che, nel ballottaggio, auspico possano far confluire i loro voti sui candidati del centrosinistra che abbiano ricevuto il maggiore consenso degli elettori, sulla base di progetti precisi per il buon governo dei territori.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;Non si tratta di votare contro Berlusconi, ma di costruire nei territori un'alleanza civica per il governo delle città e delle province. Non si tratta di abbattere un vecchio albero, ma di far crescere una foresta rigogliosa che renda visibile e credibile, a livello nazionale, la prospettiva di un'alleanza repubblicana capace di raccogliere un largo consenso, per portare a termine la fase di fibrillazione - transizione istituzionale, consolidare le radici democratiche della nostra Repubblica sul solco dei principi costituzionali, ripristinare la civiltà del confronto e dello scontro politico, rimettere in moto le energie positive per favorire lo sviluppo del Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-7540480741658108479?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/7540480741658108479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=7540480741658108479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/7540480741658108479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/7540480741658108479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2011/05/un-voto-per-il-territorio-un-voto-per.html' title='Un voto per il territorio, un voto per il Paese'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-7944881038526374150</id><published>2011-04-08T23:46:00.000-07:00</published><updated>2011-04-11T00:27:32.581-07:00</updated><title type='text'>La "scusa" costituzionale</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggioranza di centrodestra negli ultimi  mesi sta attraversando un'evidente fase di confusione (sulla&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;leadership di Berlusconi, &lt;span style="font-style: italic;" id="search"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;sulla  politica estera e mediterranea, sull'immigrazione, sulle scelte  energetiche, sulla politica economica...) che comincia ora a trovare  riscontro anche nei  &lt;a href="http://www.termometropolitico.it/tabella-sondaggi.html"&gt;sondaggi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho &lt;a href="http://agoreuo.blogspot.com/2011/01/la-fine-di-un-ciclo.html"&gt;già detto&lt;/a&gt;    in un post precedente, Berlusconi non è riuscito, in 17 anni, a  realizzare gli obiettivi che si era   proposto. L'unica eccezione è la  parziale attuazione della legge delega sul  federalismo fiscale, che in  verità è un obiettivo della Lega  Nord e non del PDL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a questo evidente fallimento, Berlusconi invoca  l'esigenza di &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/11_aprile_08/berlusconi-attacco-costituzione_99a080d4-61dc-11e0-870c-93568f8e57cb.shtml"&gt;radicali riforme costituzionali&lt;/a&gt;,  senza le quali non gli sarebbe possibile governare il Paese. Ma le riforme sbandierate sono soltanto una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;scusa&lt;/span&gt;  per giustificare la mancata realizzazione delle  reiterate promesse fatte agli italiani. Ancora una  volta vuole far credere che la colpa starebbe tutta nella Costituzione e negli  intralci che essa pone alla realizzazione dei suoi ambiziosi (magnifici)  obiettivi politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle  scorse settimane, il Governo ha già intrapreso alacremente questa  strada: propone la modifica degli&lt;a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/impresa_liberta/ddl_costituzionale.pdf"&gt; articoli 41 e 97 della Costituzione&lt;/a&gt;   per coprire il mancato rilancio dell'economia e la  mancata riforma della pubblica amministrazione; cerca di  modificare le &lt;a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/giustizia_riforma/slides_riforma.pdf"&gt;disposizioni costituzionali sulla giurisdizione&lt;/a&gt; per giustificare la mancata riforma della giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma  le riforme costituzionali sono anche &lt;span&gt;specchietti per le allodole&lt;/span&gt;. In  verità, in Parlamento non si discute di esse, ma viene data priorità ad  altre scelte che vanno esattamente nella direzione opposta alle riforme  annunciate. Invece di liberalizzare l'economia si cerca di difendere i  monopoli e le corporazioni esistenti. Invece di condividere un processo  di riforma della pubblica amministrazione si mira soltanto a dividere i  sindacati. Invece di incidere in modo coerente sui tanti mali della  giustizia italiana si pensa solo a salvare il premier dalle possibili  condanne attraverso il processo lungo e la prescrizione breve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altronde,  sulle riforme costituzionali, non esiste nell'opinione  pubblica  italiana una maggioranza  che sostenga le scelte del centrodestra. Già  nel 2006 il  tentativo di stravolgere la seconda parte della  Costituzione è  stato  bloccato dal popolo con il referendum  costituzionale. E anche oggi, al  solo annuncio di Berlusconi di voler  modificare la Costituzione, ci sono  state proteste diffuse e &lt;a href="http://www.adifesadellacostituzione.it/"&gt;manifestazioni&lt;/a&gt; che  hanno coinvolto forze politiche e sociali di diverso orientamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli attacchi del centrodestra alla Costituzione repubblicana possono però minare le basi fondamentali del patto che lega il popolo italiano. A  mio avviso ha una bella Costituzione, ma questo non significa che essa sia intoccabile. Per riformarla bene occorre evitare di procedere a  strappi, selezionare in modo accurato i temi da trattare e  trovare un  largo consenso sulle modifiche da introdurre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Parlamento giacciono da tempo &lt;a href="http://legxv.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0033820.pdf"&gt;proposte di riforma costituzionale&lt;/a&gt;   che mirano a superare il bicameralismo perfetto, a ridurre il numero   dei parlamentari, ad istituire il Senato federale, per portare a  compimento l'evoluzione in senso federale della democrazia italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono  proposte che sembravano  condivise - almeno a parole - dalla  maggioranza e dall'opposizione e che purtroppo sono state abbandonate  nei cassetti del Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono proposte che, in un futuro non  lontano, potrebbero essere riprese da una nuova maggioranza  parlamentare, che faccia veramente gli interessi di tutto il Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-7944881038526374150?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/7944881038526374150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=7944881038526374150' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/7944881038526374150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/7944881038526374150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2011/04/la-scusa-costituzionale.html' title='La &quot;scusa&quot; costituzionale'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-2089107265485218351</id><published>2011-01-28T01:00:00.000-08:00</published><updated>2011-01-28T09:37:26.770-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PD'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>La fine di un ciclo</title><content type='html'>Le vicende di questi giorni dimostrano che, a 17 anni dalla sua &lt;a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/xupco_la-famosa-discesa-in-campo_politics"&gt;discesa in campo&lt;/a&gt;, si è giunti alla fine di un ciclo politico che ha visto come protagonista assoluto Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In    questi anni, grazie alla forza del sistema informativo ed    imprenditoriale costruito negli anni, Berlusconi è stato il punto di    riferimento politico delle cultura di centrodestra, riuscendo a mettere    insieme le forze orfane del sistema dei partiti che aveva governato    l'Italia prima di Tangentopoli,  gli eredi della tradizione fascista e   la novità politica rappresentata dalla Lega, in un confronto politico di  tipo bipolare e maggioritario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo progetto  politico ha   trovato il suo definitivo coronamento nella nascita del  PDL, che ha   permesso di riunire Forza Italia e Alleanza Nazionale in un  unico   partito inserito nella famiglia dei popolari europei. Il PDL è  divenuto   il primo partito in Italia nelle elezioni politiche del 2008  e,  grazie  al suo radicamento e ai risultati delle elezioni  amministrative  e  regionali del 2009 e 2010, è riuscito a diventare la  principale  forza  politica di governo, oltre che a livello nazionale,  anche nei  Comuni,  nelle Province e nelle Regioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto di Berlusconi è ora alla fine per ragioni di carattere culturale, politico, economico e morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  svolta maggioritaria della   "seconda repubblica" aveva promesso un  governo efficiente eletto  direttamente dai cittadini e composto da   uomini nuovi, ma ora mostra tutti i suoi limiti.  Nella maggioranza e  nei governi di centrodestra  sono entrati uomini    legati al passato.  Si è costituita intorno a Berlusconi una "cricca" che  ha pensato solo  ai propri interessi. Si è consolidato un "regime  autoritario di  fatto"  in cui i diversi poteri sono subordinati al potere  politico-plebiscitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi  aveva promesso di lasciare le   sue imprese per dedicarsi alla  politica e  per dare una speranza di  un  nuovo miracolo all'Italia. Ma i suoi  governi non hanno mai ridato   slancio allo sviluppo: il loro prodotto  reale è la "&lt;a href="http://stille.blogautore.repubblica.it/2010/08/31/40/"&gt;crescita zero&lt;/a&gt;".  E' stata sbandierata  la centralità  dell'individuo e la libertà di    impresa, ma nel  concreto non è stata varata  nessuna liberalizzazione  e   si sono invece tutelate le posizioni di forza delle aziende di    famiglia e gli interessi dei poteri forti e  delle corporazioni. E così   l'Italia è rimasta ferma, seduta su se stessa, di fronte alla crisi   economica mondiale e alla sfida della globalizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è  stata un'ossessione normativa sulla  giustizia, ma non è stato  risolto  alcun problema della giustizia  italiana. I  provvedimenti  approvati non  hanno modernizzato il Paese ma hanno per lo  più cercato  di risolvere i  problemi personali del premier in costante   "conflitto  di interessi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diventa sempre più difficile trovare un punto di equilibrio tra le   "ragioni del Nord" e le  "esigenze  del Paese". Man mano che si procede  nell'attuazione del federalismo  fiscale e' evidente che occorre  cambiare sostanzialmente il patto  fiscale - debito pubblico, spesa  pubblica, centralizzazione delle  decisioni, risparmio privato, evasione  fiscale - che la maggioranza di centrodestra ha finora garantito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia   moderata e i cattolici, impauriti dalla possibilità di un cambiamento  sconvolgente, hanno condiviso l'obiettivo di  contrastare  l'avvento al  governo del "cartello delle sinistre", ma ora  sono scandalizzati dai  comportamenti privati e pubblici del premier, sempre più in contrasto  con il rispetto dei valori cristiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta autonoma dell'UDC  e la recente nascita di FLI  dimostrano che in una parte delle forze di centro e di destra è venuta  meno la fiducia  nella leaderschip&lt;em&gt;&lt;/em&gt;  di  Berlusconi, soprattutto di fronte alla necessità di legare insieme  il  "valore della libertà" alla "cultura della legalità". La prospettiva  politica del "terzo polo" si affranca inevitabilmente dall'approccio  plebiscitario e dal confronto politico di tipo bipolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  debolezza della maggioranza di centrodestra in Parlamento, dopo il  passaggio all'opposizione di Fini, e la situazione del tutto particolare  che il Presidente del consiglio deve affrontare dal punto di vista  morale e giudiziario, a seguito dell'inchiesta per concussione e per  favoreggiamento della prostituzione minorile, dovrebbero spingere  Berlusconi a farsi da parte per consentire a noi tutti di affrontare i  veri problemi del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe auspicabile da subito la costituzione di una nuova maggioranza  parlamentare che sia in grado di sostenere un governo di responsabilità  nazionale, per modificare la legge elettorare allo scopo di ripristinare  un rapporto tra i cittadini e la politica, per portare a compimento in  modo coerente la trasformazione in senso federale della nostra  Repubblica attraverso l'attuazione del federalismo fiscale e la riforma  del sistema parlamentare bicamerale, per dare finalmente risposta a chi  vvuole che l'Italia rialzi finalmente la testa e pensi veramente al suo  futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se nel Parlamento non ci fossero "&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=vvbv2-DfZNU"&gt;anime morte&lt;/a&gt;" i parlamentari di tutti gli schieramenti dovrebbero contribuire a scrivere questa pagina unitaria della storia italiana, per poter rivolgersi agli elettori a testa alta, dopo avere approvato insieme una legge elettorale senza liste bloccate. Dopo questo passaggio unitario ognuno potrebbe ritrovare la sua naturale collocazione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questa soluzione è troppo "ardita", perché il Parlamento è ormai ingessato, la società civile italiana deve uscire dalla rassegnazione, alzare la testa, manifestare con forza la propria indignazione e chiedere a tutti i partiti di opposizione uno sforzo unitario per superare lo stallo e &lt;a href="http://www.nytimes.com/roomfordebate/2011/01/26/decadence-and-democracy-in-italy"&gt;ridare dignità alla nostra democrazia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In  questa prospettiva, tocca innanzitutto al PD, in quanto principale partito di opposizione, fare una proposta di governo credibile attorno alla quale costruire una solida alleanza per  vincere le elezioni e &lt;a href="http://beta.partitodemocratico.it/doc/202528/berlusconi-e-la-verit.htm"&gt;guidare la riscossa del Paese&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-2089107265485218351?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/2089107265485218351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=2089107265485218351' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/2089107265485218351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/2089107265485218351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2011/01/la-fine-di-un-ciclo.html' title='La fine di un ciclo'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-4670897952411041130</id><published>2010-03-06T05:42:00.000-08:00</published><updated>2010-03-06T06:55:24.395-08:00</updated><title type='text'>Il Governo è "incompetente"</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio dei ministri di ieri ha emanato un decreto legge per sanare la situazione che si è venuta a creare nel Lazio e in Lombardia, relativamente alla presentazione delle liste legate ai candidati di centrodestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il decreto cosidetto interpretativo prevede che il diritto all’elettorato attivo e passivo sia preminente rispetto alle formalità, che ci sono 24 ore di tempo (a partire dall’accettazione delle liste) per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale, che le 24 ore decorrono dalla pubblicazione del decreto (solo ed unicamente per quanto riguarda le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia) e che si possa dimostrare di essere stati presenti nell’ufficio competente al momento della chiusura della presentazione delle liste con ogni mezzo di prova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il percorso intrapreso dal Governo è comunque molto controverso, perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il Governo non può intervenire con decreto legge nella materia elettorale&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'art 15 legge 400 del 23 agosto 1988&lt;/span&gt;, che disciplina il sul potere normativo del governo e che è pubblicata sullo stesso &lt;a href="http://www.governo.it/Presidenza/normativa/legge2308_400.html"&gt;sito di Palazzo Chigi&lt;/a&gt;, vieta espressamente una misura di questo tipo poiché stabilisce che il Governo non può provvedere con decreto legge nelle materie indicate nell’articolo 72 della Costituzione, tra le quali rientra anche la materia elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'incompetenza dell'intervento del Governo con decreto legge in materia elettorale è rafforzata rispetto alla materia elettorale regionale. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'art. 122 della Costituzione&lt;/span&gt;, come modificato dalla legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1,  dispone che "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità                          e di incompatibilità del Presidente e degli altri                          componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri                          regionali sono disciplinati con legge della Regione nei                          limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con                          legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata                          degli organi elettivi&lt;/span&gt;."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Regioni hanno competenza piena nella disciplina della loro legge e del procedimento elettorale regionale, tanto che la legge 5 giugno 2003, 131, all'art. 10, comma 2, lett.f,  dispone che i comizi elettorali sono convocati dal Prefetto solo fino a quando le Regioni non abbiano disposto diversamente con loro legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In verità, la situazione della Lombardia è diversa da quella della Regione Lazio. La Regione Lombardia non ha approvato una disciplina autonoma e quindi si fa ricorso alla legge previgente elettorale statale e, per questo, le elezioni sono state convocate dal Prefetto di Milano il 2 febbraio 2010. La Regione Lazio, invece, con legge regionale n. 2 del 2005, ha provveduto a disciplinare le elezioni regionali, tanto è vero che le prossime elezioni del 28 marzo sono state convocate dal Presidente reggente della Regione Lazio il 26 gennaio 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso del Lazio, quindi, la norma di legge statale sarebbe del tutto incompetente ad interpretare le norme del procedimento elettorale, poiché esso è disciplinato con esplicitamente legge regionale. Ma l'incompetenza del Governo può estendersi a tutta la materia del "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;procedimento elettorale regionale&lt;/span&gt;",  perchè si tratta di una materia non nominata che rientra, pertanto, nella competenza esclusiva delle Regioni ai sensi del nuovo art. 117, comma 4, della Costituzione: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spetta alle Regioni la potestà legislativa in                          riferimento ad ogni materia non espressamente riservata                          alla legislazione dello Stato.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da queste considerazioni si può dedurre facilmente che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il Governo non ha alcuna competenza per intervenire con un decreto legge, nemmeno in via interpretativa, sulla legislazione e sul procedimento elettorale regionale&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-4670897952411041130?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/4670897952411041130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=4670897952411041130' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/4670897952411041130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/4670897952411041130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2010/03/il-governo-e-incompetente.html' title='Il Governo è &quot;incompetente&quot;'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-5367219292006508701</id><published>2010-01-05T05:52:00.000-08:00</published><updated>2010-01-05T07:40:38.963-08:00</updated><title type='text'>Riforme condivise</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&amp;amp;key=1758"&gt;messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica&lt;/a&gt; ha ancora una volta richiamato gli italiani alla necessità di riforme che si ispirino a valori condivisi: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il nuovo slancio di cui ha bisogno l'Italia, per andare oltre la crisi, verso un futuro più sicuro, richiede riforme, richiede convinzione e partecipazione diffuse in tutte le sfere sociali, richiede recupero di valori condivisi&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel messaggio c'è la piena consapevolezza della crisi che ha colpito l'Italia come la gran parte dell'economia mondiale e, pertanto, il richiamo alle riforme non si limita alle riforme istituzionali ma si allarga alle riforme di natura sociale che possano affrontare quelle priorità - sud, giovani, equità sociale - che costituiscono i nodi su cui si fondano le profonde disuguaglianze e ingiustizie del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulle tematiche socio-economiche la distanza tra le forze politiche è molto grande. Lo dimostrano le leggi finanziarie elaborate dal Ministro Tremonti e approvate dal Parlamento con un continuo ricorso al voto di fiducia, con le quali si è deciso di galleggiare sulla difesa dell'esistente senza affrontare i mali strutturali della nostra economia ed investire su rinnovato ruolo dell'Italia nel mondo, come bene ha illustrato &lt;a href="http://www.unita.it/news/93232/la_disoccupazione_aumenter_ma_tremonti_non_si_preoccupa"&gt;Stefano Fassina&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulle priorità indicate da Napolitano, le soluzioni che le forze politiche indicano sul Sud e sui giovani sono molto diverse. Il solo vero spazio di collaborazione in Parlamento tra la maggioranza e l'opposizione potrebbe essere costituito da una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;profonda riforma degli ammortizzatori sociali&lt;/span&gt;, un obiettivo indicato dai compianti D'Antona e Biagi, che sembra universalmente condiviso a livello politico e a livello sindacale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In merito alle riforme istituzionale, il percorso di attuazione del nuovo titolo V, parte II, della Costituzione avviato in questa legislatura con la legge delega sul federalismo fiscale dovrebbe spingere le forze politiche a &lt;a href="http://agoreuo.blogspot.com/2009/07/riforme-istituzionali-necessario-un.html"&gt;concentrarsi su puntuali riforme che trovino sufficiente consenso e condivisione nel Parlamento&lt;/a&gt;, in un'opera di manutenzione costituzionale che non miri a stravolgere la Costituzione o a forzare il quadro politico esistente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le forze politiche sono consapevoli che occorre mettere mano ad una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riforma del sistema parlamentare&lt;/span&gt;, per superare i limiti del bicameralismo perfetto, attraverso la previsione di una sola Camera con funzioni di indirizzo politico e l’istituzione di un Senato delle autonomie che consenta di raccordare la funzione legislativa del Parlamento con la nuova forma di stato introdotta dalla riforma costituzionale del 2001, a partire dalle indicazioni contenute nella cd. bozza Violante e degli &lt;a href="http://notes9.senato.it/W3/Lavori.nsf/All/DE4E0A7818A6CF77C1257680004DB3E6?OpenDocument"&gt;ordini del giorno approvati dal Senato della Repubblica il 2 dicembre scorso&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il richiamo del Presidente della Repubblica alla necessaria collaborazione tra maggioranza e opposizione su un definito percorso di riforme istituzionali ha trovato largo accoglimento tra le forze politiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PD, l'UDC e la maggioranza del PDL ritengono che occorra avviare immediatamene il confronto in Parlamento secondo le indicazioni emerse dal messaggio presidenziale e dagli ordini del giorno approvati in Senato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo percorso non è invece condiviso dall'IDV, che ritiene impossibile in questo momento qualsiasi collaborazione tra maggioranza e opposizione sulle riforme costituzionali e, specularmente, da una parte del PDL, che mira ad una riforma complessiva della Costituzione che tocchi  anche la prima parte e i principi fondamentali, secondo quando indicato da &lt;a href="http://www.libero-news.it/pills/view/29424"&gt;un'intervista a Libero del Ministro Brunetta&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La LEGA, pur condividendo il merito delle proposte, ha sottolineato la necessità di istituire un'apposita sede, una "&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201001articoli/50908girata.asp"&gt;convenzione per le riforme&lt;/a&gt;", composta da parlamentari e da rappresentanti delle autonomie territoriali, che possa consentire un sereno confronto costituzionale fuori dalle dinamiche che caratterizzano il dibattito politico tra la maggioranza e le opposizioni in Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da molte parti si è osservato che questa proposta farebbe solo perdere tempo, poiché presuppone l'approvazione di una legge costitituzionale per l'istituzione di quest'organismo autonomo. In verità, occorre aggiungere che la storia delle diverse "Commissioni" istituite per le riforme costituzionali dimostra che ben difficilemte e possibile aggirare il percorso di modifiche puntuali che la Costituzione prevede per la sua manutenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal mio punto di vista, se si ritiene necessario coinvolgere le autonomie territoriali nel dibatto sulle riforme costituzionali da avviare in Parlamento, la strada maestra resta quella dell'attuazione dell'&lt;a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/01003lc.htm"&gt;art. 11 della legge costituzionale n. 3 del 2001&lt;/a&gt;, prevedendo nei regolamenti parlamentari la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;partecipazione dei rappresentanti delle regioni e degli enti locali nella Commissione parlamentare per le questioni regionali&lt;/span&gt;. In questa sede le forze politiche potrebbero confrontarsi in modo appropriato con le autonomie territoriali sulle leggi di attuazione della riforma costituzionale del 2001 e sulle necessarie modifiche da apportare al nostro farraginoso sistema parlamentare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-5367219292006508701?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/5367219292006508701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=5367219292006508701' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5367219292006508701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5367219292006508701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2010/01/riforme-condivise.html' title='Riforme condivise'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-5931137833949449943</id><published>2009-07-31T14:06:00.000-07:00</published><updated>2009-08-06T02:15:10.920-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='partiti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='federalismo fiscale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autonomie locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='regioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sistema politico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riforma elettorale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riforme istituzionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='forma di governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Riforme istituzionali: necessario un percorso coerente</title><content type='html'>Dopo anni di lunghe discussioni sulle grandi riforme costituzionali, si è avviato in questa legislatura un percorso molto concreto di attuazione della riforma del titolo V, parte II, della Costituzione, entrata in vigore nel 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stata approvata dal Parlamento la legge delega sul federalismo fiscale che ha come principale obiettivo il riconoscimento dell’autonomia e della responsabilità dei Comuni, delle Province, delle Città metropolitane e delle Regioni nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali e nella gestione delle entrate e delle spese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel momento in cui ha approvato la legge delega, il Parlamento ha approvato un ordine del giorno del Partito democratico che invitava il Governo a presentare un disegno di legge sulle funzioni fondamentali di ogni livello di governo, per definire chiaramente “chi fa cosa” e avviare un profondo processo di riordino delle istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal CdM del 15 luglio 2009, ed è ora auspicabile che in Parlamento e nel Paese ci sia ora un confronto approfondito e serrato poiché è evidente che non si può costruire un sistema di ripartizione delle risorse finanziarie efficiente su un sistema istituzionale inefficiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi provvedimenti danno coerenza al processo di trasferimento di poteri e risorse alle autonomie territoriali che è stato avviato a partire dalla metà degli anni '90. Essi implicano però una rinnovata capacità dello Stato nazionale di garantire l’unità del Paese ed un livello adeguato di prestazioni nei diversi territori. Nel momento in cui si rafforza l’autonomia e si dà vita ad un ordinamento di tipo federale c’è ancor più bisogno di uno Stato forte, che funga da regolatore, che consenta di mettere in rete le diverse istituzioni che compongono la Repubblica fornendo ai cittadini tutte le informazioni necessarie per verificare la loro attività, che intervenga a colmare le disparità territoriali che sono già presenti nel Paese e che rischiano di aggravarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spostamento dei poteri verso le autonomie territoriali è stato controbilanciato, in questi anni, da confuse tendenze di verticalizzazione del potere che mettono in sofferenza l'evoluzione pluralistica degli assetti istituzionali. Le modifiche della legislazione elettorale e l’evoluzione del sistema politico e mediatico hanno prodotto sul piano nazionale un presidenzialismo di fatto che contraddice la forma di governo parlamentare della nostra Costituzione e svuota i poteri del Parlamento e delle autonomie territoriali (accentramento delle scelte, decretazione di urgenza, ricorso reiterato al voto di fiducia…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’indicazione sulla scheda elettorale del capo della coalizione, il premio di maggioranza, le liste bloccate danno apparentemente ai cittadini la sensazione di scegliere direttamente il governo, ma ciò avviene senza i necessari contrappesi tipici dei sistemi presidenziali. Quel che è più grave è che i cittadini e i territori sono spogliati del diritto di eleggere i loro rappresentanti in Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per realizzare anche in Italia una “democrazia costituzionale” pienamente inserita nel contesto istituzionale europeo occorre individuare un percorso coerente per ammodernare e razionalizzare la nostra forma di governo parlamentare, attraverso una riforma condivisa del Parlamento e della legge elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le forze politiche sono consapevoli che i rapporti tra le autonomie territoriali e lo Stato non possano limitarsi agli incontri tra gli esecutivi. Occorre mettere mano ad una riforma del sistema parlamentare, per superare i limiti del bicameralismo perfetto, attraverso la previsione di una sola Camera con funzioni di indirizzo politico e l’istituzione di un Senato delle autonomie che consenta di raccordare la funzione legislativa del Parlamento con la nuova forma di stato introdotta dalla riforma costituzionale del 2001 (sul modello della bozza Violante).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la riflessione sulla legge elettorale deve essere collocata in questa prospettiva. Nell’ambito della forma di governo parlamentare si possono utilizzare diversi modelli di legge elettorale per contemperare le esigenze del pluralismo, della democrazia, della rappresentanza e della governabilità, allo scopo di ridare una vera legittimazione alla politica e al Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si possono coniugare facilmente le esigenze della democrazia e dell’efficienza, senza la necessità di ricorrere all’elezione diretta del premier e al premio di maggioranza. La verticalizzazione e personalizzazione delle scelte elettorali è infatti utile quando si deve eleggere il vertice di un’amministrazione locale che svolge compiti di natura amministrativa (Sindaco, Presidente di provincia) ma causa insanabili conflitti istituzionali quando si elegge un’assemblea legislativa nell’ambito di una forma di governo parlamentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obiettivo della riforma elettorale non può essere quello di forzare il quadro politico. Al contrario, essa deve tener conto dell’evoluzione del sistema politico che è avvenuta in questi anni con la formazione di due grandi partiti (PDL e PD) intorno alle quali si costruiscono le coalizioni di governo a livello nazionale e territoriale, alle quali partecipano quei soggetti (la Lega, l'IDV, l'UDC, ma potenzialmente anche la Sinistra) che sono in grado di veicolare in modo consistente interessi e valori che altrimenti non troverebbero rappresentanza nel sistema politico, superando le soglie di sbarramento previste dalle diverse leggi elettorali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo anni di strappi e sperimentazioni in materia di legislazione elettorale si apre, per la prossima legislatura, la possibilità di una riforma elettorale di sistema che consenta di contemperare le esigenze della rappresentanza (delle opinioni e dei territori) con le esigenze della governabilità, attraverso il ritorno ai collegi uninominali, un mix di proporzionale e di maggioritario e la previsione di una soglia di sbarramento che consenta di assicurare la costituzione di solide maggioranze parlamentari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A valle della riforma del Parlamento e della legge elettorale si colloca una riforma dei regolamenti parlamentari che preveda una riorganizzazione dei gruppi parlamentari, il rafforzamento del ruolo del Governo nella guida della maggioranza parlamentare, l’accorciamento dei tempi di approvazione delle leggi (rafforzando il ruolo delle commissioni), la definizione di uno statuto delle opposizioni che consenta loro di esercitare il ruolo di controllo democratico a cui sono state chiamate dagli elettori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su queste esigenze di riforma istituzionale c’è un consenso di massima di tutte le forze politiche. Se le forze politiche di maggioranza e di opposizione riusciranno a trovare l’accordo su queste riforme, cercando in Parlamento quella larga condivisione che gli italiani chiedono alla politica quando si tratta di decidere le regole del gioco, il sistema politico italiano, dopo una lunga fase di transizione, potrà finalmente trovare una nuova legittimazione e fornire risposte chiare ai bisogni del Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-5931137833949449943?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/5931137833949449943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=5931137833949449943' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5931137833949449943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5931137833949449943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2009/07/riforme-istituzionali-necessario-un.html' title='Riforme istituzionali: necessario un percorso coerente'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-3503936139958448367</id><published>2009-06-24T11:15:00.000-07:00</published><updated>2009-06-24T11:26:59.763-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='partiti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sistema politico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riforma elettorale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Dal fallimento del referendum ad un percorso condiviso di riforme?</title><content type='html'>Il fallimento dei &lt;a href="http://www.repubblica.it/speciale/2009/referendum/index.html"&gt;referendum elettorali del 21-22 giugno&lt;/a&gt; è stato commentato da molte parti come il "de profundis" dell'istituto referendario, mentre non è stata posta la necessaria attenzione sul merito dei quesiti sui quali gli italiani erano stati chiamati ad esprimere il loro voto e sui quali erano state svolte &lt;a href="http://www.libertaegiustizia.it/primopiano/pp_leggi_articolo.php?id=2768&amp;amp;id_titoli_primo_piano=1"&gt;approfondite riflessioni&lt;/a&gt; prima del voto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è fisiologico che una parte degli elettori si astenga dal voto soprattutto nel caso di quesiti referendari di natura molto tecnica, l’astensione del 21-22 giugno va interpretata in maniera diversa. Per il referendum, su scala nazionale, è andato a votare circa il 23,5% degli elettori. Se si analizza il dato relativo alle 22 province nel quale c’erano anche i ballottaggi si può, tuttavia riscontrare, che molti cittadini hanno scelto di andare a votare per l’elezione del presidente della provincia ed hanno consapevolmente rifiutato allo stesso tempo le schede dei referendum. Questo è avvenuto con percentuali diverse sia al Nord, sia al Centro, sia al Sud ma con un dato medio di circa il 7% in meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi dati devono essere letti anche alla luce del comportamento che i cittadini italiani hanno avuto relativamente al &lt;a href="http://www.repubblica.it/speciale/2009/referendum/storico/2006.html"&gt;referendum del 2006 sulla riforma costituzionale&lt;/a&gt; approvata dal centrodestra, al quale ha partecipato oltre il 52% degli elettori. E’ vero che in questo caso non vi era il quorum da raggiungere, ma il popolo si è espresso chiaramente per impedire l’entrata in vigore di una riforma costituzionale che stravolgeva profondamente gli equilibri della seconda parte della Costituzione repubblicana ed era stata votata dal centrodestra, senza il necessario coinvolgimento dell’opposizione in Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’esito di questi due risultati referendari si può ricavare che il popolo italiano richiede alle forze politiche di evitare gli scontri sulle regole del gioco. Gli italiani vogliono che sulla legge elettorale,  come sulle riforme costituzionali, ci sia un serrato confronto in Parlamento e si approvino riforme largamente condivise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non impedisce agli italiani di giudicare l’operato delle maggioranze di governo che ci sono nel Paese o a livello territoriale e di votare in maniera massiccia quando si tratta di scegliere chi dovrà governare il Paese, gli organi di governo del Comune, della Provincia, della Regione. In questo caso i cittadini votano laicamente sulla base della credibilità delle coalizioni e delle proposte politiche che esse avanzano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risultato dei referendum elettorali, tuttavia, deve essere letto anche alla luce della concreta evoluzione del sistema politico italiano che si cominciata a consolidare negli ultimi due anni. Dai dati delle elezioni politiche del 2008, delle elezioni europee di quest’anno e dalla partecipazione alle coalizioni che le diverse forze politiche hanno avuto nelle recenti elezioni amministrative emerge che gli italiani non vogliono un bipartitismo entropico, ma una semplificazione e razionalizzazione del sistema politico intorno alle due principali forze politiche su cui sono imperniate le coalizioni di governo a livello nazionale e territoriale (PDL e PD) e a quelle forze politiche (la Lega, l'IDV, l'UDC, ma potenzialmente anche la Sinistra) che siano in grado di superare le soglie di sbarramento previste dalle diverse leggi elettorali e di veicolare in modo consistente interessi e valori che altrimenti non troverebbero rappresentanza nel sistema politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base di questi dati le forze politiche possono avviare un confronto approfondito in Parlamento per approvare, per la prossima legislatura, una riforma elettorale che consenta di contemperare l’esigenze del pluralismo, della democrazia, della rappresentanza e della governabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per realizzare anche in Italia una “democrazia che decida” non c’è bisogno di scorciatoie presidenziali o plebiscitarie ma di una nuova legge elettorale, della modifica dei regolamenti parlamentari  e di una riforma del sistema parlamentare, che superi i limiti del bicameralismo perfetto e istituisca un Senato delle autonomie per raccordare il Parlamento con la nuova forma di stato che è stata introdotta nella Costituzione dalla riforma costituzionale del 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su queste esigenze di riforma istituzionale c’è l’accordo teorico di tutte le forze politiche, ma occorre trovare in Parlamento quella larga condivisione che gli italiani chiedono alla politica quando si tratta di decidere le regole del gioco. Il sistema politico italiano, dopo una lunga fase di transizione, potrà trovare una nuova legittimazione e fornire risposte chiare ai profondi bisogni del Paese se le forze politiche di maggioranza e di opposizione riusciranno a trovare l’accordo su questo percorso di riforma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-3503936139958448367?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/3503936139958448367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=3503936139958448367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/3503936139958448367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/3503936139958448367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2009/06/dal-fallimento-del-referendum-ad-un.html' title='Dal fallimento del referendum ad un percorso condiviso di riforme?'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-6451233404326998802</id><published>2009-06-13T14:19:00.000-07:00</published><updated>2009-06-13T17:03:21.386-07:00</updated><title type='text'>Dalle "elezioni pop" alla realtà dell'Europa</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le tornata elettorale del 6 - 7 giugno univa in Italia alle elezioni del Parlamento europeo l'elezione di 4821 Comuni e 62 Province. Poteva essere una vera occasione di confronto sul futuro dell'Europa e dei nostri territori, ma il circuito mediatico ha invece preferito concentrare tutte le sue attenzioni sulle vicende di Berlusconi, tanto che il voto è stato descritto come "&lt;a href="http://www.demos.it/a00303.php"&gt;elezioni pop&lt;/a&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il circuito mediatico ha cercato di trasformare il voto in un referendum pro o contro Berlusconi, con l'intento più o meno consapevole di spingere l'elettorato ad assecondare l'evoluzione del sistema politico italiano verso un modello tendenzialmente bipartitico di democrazia plebiscitaria. I due principali settimanali italiani hanno fotografato prima del voto questa tendenza alla personalizzazione della politica: &lt;a href="http://pixhost.ws/avaxhome/0e/59/000d590e_medium.jpeg"&gt;L'Espresso&lt;/a&gt; con il "Silvio circus" e &lt;a href="http://www.panorama.it/ecm/panorama/2009/24/pre/001_PA24_2009.jpg"&gt;Panorama&lt;/a&gt; con "Ultima sfida" puntando sul confronto personale tra Berlusconi e Franceschini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risultati delle elezioni europee mostrano chiaramente anche oggi - come già era chiaro nelle elezioni politiche del 2008 - che gli italiani non vogliono una semplificazione della politica fino all'entropia. Hanno riconosciuto un  forza prevalente al PDL (35%) e al PD (26%), ma ritengono essenziale che accanto ai due maggiori partiti ce ne siano altri in grado di rappresentare interessi e valori che altrimenti non sarebbero rappresentati nel sistema politico: la Lega (10%), l'IDV (8%), l'UDC (6,5%). Resta aperto il problema della rappresentanza politica di diverse formazioni della sinistra che non hanno ottenuto seggi nel Parlamento europeo, a causa della soglia di sbarramento del 4%, ma che nel complesso raggiungono il 9% dei voti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pluralismo del sistema politico italiano non è atipico, ma trova riscontro in tutta l'Europa, sia nei sistemi politici dei diversi Stati membri, sia nell'articolazione dei gruppi politici del Parlamento europeo, nel quale ci sono due gruppi principali (PPE e PSE) ed almento altri 5 gruppi, ma nessun gruppo ha la possibilità di costruire una maggioranza politica da solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'adesione del PDL al gruppo popolare europeo e del PD al nuovo gruppo dell'Alleanza dei democratici e socialisti europei segnano finalmente una tendenza alla ricomposizione del sistema politico italiano intorno agli assi di riferimento del sistema politico europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PPE ha anticipato i tempi nell'evoluzione del panorama politico europeo: è andato oltre i confini del popolarismo del '900 ed è divenuto il primo gruppo del Parlamento europeo, aprendo le porte all'adesione di forze politiche diverse (gollisti francesi, conservatori inglesi, Forza Italia...). L'adesione del PDL al PPE porta a compimento il cammino intrapreso dalle forze di centrodestra italiane (Forza Italia e Alleanza nazionale) con la nascita del nuovo partito. Occorre segnalare che tutto ciò avviene quando la scelta di apertura del PPE comincia a mostrare alcuni segni di indebolimento a causa della fuoriuscita dal gruppo dei conservatori britannici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nascita dell'Alleanza dei democratici e socialisti europei segna una svolta importante per le forze di centrosinistra in Europa. Fino ad oggi i partiti europei di matrice socialista/laburista avevano preferito mantenere in Europa un forte legame con i valori del socialismo del '900 ed avevano rifiutato di aprire il gruppo socialista al contributo di altre forze progressiste o democratiche. Il risultato elettorale in Europa e, soprattutto, la necessità di confrontarsi con l'esperienza originale del Partito Democratico italiano hanno portato alla scelta di costituire la nuova alleanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si apre così la prospettiva concreta di offrire una sponda unitaria alle diverse forze democratiche, ecologiste, riformatrici e progressiste per rafforzare la costruzione dell'Europa politica e favorire l'incontro con le principali forze progressiste nel mondo: il Democratic Party di Obama, l’Indian national congress di Sofia Gandhi e il Partito dei lavoratori di Lula.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-6451233404326998802?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/6451233404326998802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=6451233404326998802' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/6451233404326998802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/6451233404326998802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2009/06/dalle-elezioni-pop-alla-realta.html' title='Dalle &quot;elezioni pop&quot; alla realtà dell&apos;Europa'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-5367506815492338596</id><published>2009-03-10T17:03:00.000-07:00</published><updated>2009-05-11T05:08:59.413-07:00</updated><title type='text'>Il mondo che vorrei</title><content type='html'>&lt;input id="post_form_id" name="post_form_id" value="05b70e60b07f4c0deb4cd4179f6e4fc2" type="hidden"&gt;&lt;div class="note_header"&gt;&lt;div&gt;Il 7 marzo 2009 Fabio Fazio ha intervistato il Muhammad Yunus a "&lt;a href="http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/0,10916,,00.html?nome=yunus&amp;amp;anno=2009&amp;amp;mese=03&amp;amp;x=28&amp;amp;y=0&amp;amp;tipo=vt"&gt;Che tempo che fa&lt;/a&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yunus ha affermato che "la terribile crisi che stiamo attraversando è stata creata da un piccolo gruppo di persone, ma avrà effetti negativi su tutti. Saranno ovviamente i poveri a subirne le conseguenze più devastanti e questo non è giusto" e ha aggiunto che occorre approfittare di questo momento di crisi per cambiare qualcosa nel funzionamemnto dell'economia. Basterebbe "sguinzagliare tutto il potenziale tecnologico che abbiamo a disposizione per trovare le soluzioni, magari coinvolgendo le persone che sono realmente implicate nella crisi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco una bella pagina del suo libro "Un mondo senza povertà", Feltrinelli 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il rapido passo del mutamento conferisce un'importanza critica a che ognuno si faccia una chiara idea della direzione da dare allo sviluppo del mondo e si può sperare di trovare e mantenere la giusta rotta solo se siamo d'accordo sul tipo di mondo che vogliamo. per questo è necessario pensare in grande, ancora più in grande di quanto ci sembri possibile osare, se non vogliamo sprecare l'occasione senza precedenti che abbiamo alla nostra portata. Dobbiamo sforzarci di immaginare i progetti più azzardati e ambiziosi e poi cercare di realizzarli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ecco una lista dei miei sogni, quelli che vorrei vedere diventare una realtà nel 2050. E' vero sono solo sogni, ma l'importante, quello che spero, è che in gran parte siano anche i vostri così come fra quelli che ciascuno di voi coltiva ce ne sono sicuramente moltissimi che sono a mia volta pronto a condividere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Non ci saranno più poveri, mendicanti, bambini di strada, in nessun posto del mondo. Ogni paese avrà il proprio museo nazionale della povertà e quello globale si troverà nel paese che ne è uscito per ultimo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Non ci sarà più bisogno di visti e passaporti per nessuno, in qualunque posto voglia andare. Tutti gli abitanti della Terra saranno cittadini globali a tutti gli effetti e godranno di pari diritti.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Non ci saranno più corse al riarmo, guerre e militari per combatterle. Non ci saranno più ordigni nucleari e altre armi di distruzione di massa.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; In tutto il mondo non ci saranno malattie incurabili, tumori e Aids compresi. Le malattie diverranno qualcosa di raro, qualcosa che saremo in grado di curare e guarire alla prima manifestazione. Tutti potranno disporre di assistenza medica ad alto livello e la mortalità infantile, assiem a quella per parto, non saranno che ricordi del passato.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ci sarà un sistema educativo globale accessibile a tutti in ogni parte del mondo. Tutti i bambini potranno imparare e crescere con entusiasmo e divertimento. Tutti i bambini cresceranno condividendo la propria esperienza efacendosi carico di quella degli altri, convinti che il proprio sviluppo debba essere compatibile con quello di tutti.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Il sistema economico favorirà la condivisione delle risorse da parte dei singoli individui, delle aziende e delle istituzioni in modo che tutti contribuiscano al benessere di ciascuno fino a cancella re la sperequazione nel reddito. Disoccupazione e stato assistenziale diventeranno parole disusate.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Le imprese con finalità sociali rappresenteranno una quota importante del sistema economico.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ci sarà un'unica valuta globale e nessuno userà più banconote o monete.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; sarà sviluppata una tecnologia per rendere accessibili e facilmente controllabili tutti i conti correnti e le transazioni riconducibili a uominim politici, funzionari dello stato, uomini d'affari, servizi segreti, organizzazioni clandestine e gruppi terroristici.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Tutte le persone del mondo potranno accedere facilmente a ogni tipo di moderno servizio finanziario.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Tutti si impegneranno a fondo per mantenere un tenore di vita sostenibile ricorrendo a tecnologie adeguate. La maggior parte dell'energia verrà ricavata dal vento, dal sole e dall'acqua.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Sapremo come prevedere terremoti, cicloni, tsunami e altri tipi di calamità naturali con precisione e tempestività sufficienti a rendere minimi i danmni e le perdite in vite umane.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Non ci saranno più disciminazioni basate sulla razza, la religione, il colotre della pelle, il sesso, l'orientamento sessuale, le convinzioni politiche, la lingua, la cultura o su altri fattori.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Non si userà più la carta e non ci sarà bisogno di tagliare alberi. Se necessario useremo carta sintetica, riciclabile e biodegradabile.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; La connettività informatica sarà senza fili e praticamente gratuita.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Tutti potranno leggere e ascoltare qualsiasi cosa usando la propria lingua. La tecnologia farà sì che pur continuando a scrivere, leggere o parlare nella nostra lingua, chi ci ascolta o chi ci legge percepisca il messaggio nella sua. Ci saranno software e dispositivi in grado di fornire la traduzione simultanea sia del discorso parlato sia di qualsiasi file. Potremo guardare qualsiasi canale televisivo e ascoltare l'audio nella nostra lingua.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ogni cultura, ogni religione, e ogni gruppo etnico potranno svilupparsi in piena libertà e contribuire così sul piano della bellezza e della creatività ala meravigliosa orchestra dell'umanità.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ovunque si potrà vivere in un'atmosfera di continua innovazione, di positiva evoluzione istituzionale e di rielaborazione critica di idee e concetti.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Per tutti sarà un mondo di pace, amicizia e armonia capace di allargare i confini delle potenzialità umane.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Si tratta di obiettivi che potremo sicuramente raggiungere se lavoreremo a questo scopo, ed è mia convinzione che, inoltrandoci nel futuro, troveremo questi sogni sempre più alla nostra portata".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-5367506815492338596?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/5367506815492338596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=5367506815492338596' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5367506815492338596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5367506815492338596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2009/03/il-mondo-che-vorrei.html' title='Il mondo che vorrei'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-115416137867811870</id><published>2009-02-22T15:44:00.000-08:00</published><updated>2009-02-22T23:38:45.616-08:00</updated><title type='text'>Crisi e rilancio del progetto del PD</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La settimana che è alle nostre spalle è stata densa di avvenimenti traumatici che hanno accelerato bruscamente il difficile cammino del Partito Democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo, i risultati delle elezioni regionali in Sardegna hanno evidenziato la crisi di fiducia nel rapporto tra il PD e gli elettori, anche in una situazione in cui la durezza dello scontro, la campagna elettorale e le qualità del candidato potevano far sperare in un esito diverso. Era evidente, in verità, che le elezioni anticipate in Sardegna erano in gran parte dovute alle spaccature interne al PD sardo e alla mancanza di un progetto unitario. Dopo la sconfitta, Renato Soru ha affermato che non lascerà la politica, ma che resterà in Consiglio regionale e che lavorerà per la nascita di &lt;a href="http://www.renatosoru.it/j/x/83?s=4&amp;amp;v=9&amp;amp;c=282&amp;amp;va=x&amp;amp;id=7087"&gt;un vero Partito Democratico sardo, realmente aperto alla partecipazione e radicato in tutti i paesi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il voto sardo ha evidenziato ancor di più le contraddizioni in cui era ormai caduto il progetto del PD ed ha spinto Walter Veltroni ad annunciare in modo improvviso &lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/71945/Per_il_PD"&gt;le dimissioni da segretario del Partito&lt;/a&gt;. Nella drammatica conferenza stampa del 18 febbraio Veltroni ha dichiarato che faceva questa scelta "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per il PD, un partito nato per cambiare l’Italia, non per tenere insieme tutto e il contrario di tutto&lt;/span&gt;". Veltroni ha ammesso che non è riuscito a realizzare questo progetto ed ha aggiunto: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;è per questo che lascio e chiedo scusa&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un momento così difficile, sento innanzitutto il dovere di ringraziare pubblicamente Renato Soru e Walter Veltroni per il lavoro che hanno svolto e le scelte difficili che hanno fatto. Allo stesso tempo, sento l'esigenza di dare un contributo al dibattito in corso sul futuro del PD.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La possibilità della sconfitta - &lt;/span&gt;ci illumina Altiero Spinelli&lt;span style="font-style: italic;"&gt; - deve essere sempre accettata equanimemente all’inizio di ogni avventura creatrice. Bisogna sentire che il valore di un’idea, prima ancora che dal suo successo finale, è dimostrato dalla sua capacità di risorgere dalle proprie sconfitte.&lt;/span&gt;” Se vogliamo però rilanciare l'avventura creatrice del Partito Democratico dobbiamo affrontare  - con grande sincerità - le ragioni che hanno impedito di tradurre in successo un'idea che resta senza dubbio valida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PD è un partito nato come un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;progetto ambizioso e a lungo termine&lt;/span&gt; - ha detto Veltroni - "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;finalizzato a far diventare il riformismo maggioranza nel paese, un partito inserito nella società, capace di raccoglierne le istanze e gli umori. Capace di voltare pagina e superare questa Italia da Gattopardo&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un partito che ha cercato di esaltare la partecipazione democratica alla vita politica che si è espressa soprattutto nell'utilizzo delle primarie. Le primarie, però, dovrebbero servire soprattutto a scegliere i candidati alle cariche elettive pubbliche e non sono sempre la panacea di tutti i mali. Quando vengono utilizzate per la selezione delle cariche interne di partito possono creare dificoltà o contraddizioni insanabili.&lt;br /&gt;La grandissima legittimazione ricevuta dalle primarie di ottobre dal segretario del partito non ha aiutato la costruzione di processi di decisione all'interno del partito che permettessero la selezione democratica delle candidature nelle elezioni del 2008. Più recentemente, non ha aiutato a trovare la sintesi su alcune spinose scelte politiche (rapporti con i sindacati, testamento biologico ...) che hanno diviso il partito. Su un altro piano, l'elezione del segretario regionale del PD sardo nelle primarie di ottobre ha reso ancora più evidente la spaccatura tra una parte del partito e la Giunta regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da queste premesse, non ho condiviso e non posso condividere la proposta avanzata da molte parti di indire subito le primarie per scegliere il futuro segretario del partito, dopo le dimissioni di Veltroni. Una scelta di questo tipo non avrebbe tenuto conto delle difficoltà che derivano dalla scelta dello strumento delle    primarie per la selezione dei cariche interne al partito. Le primarie avrebbero aperto una discussione lacerante tutta interna al partito, a pochi mesi dalle elezioni amministrative ed europee di giugno, in un momento in cui si chiede al PD una posizione unitaria su alcune scelte di fondo e una reponsabilità unitaria rispetto agli esiti delle prossime elezioni.  Il ricorso immediato alle primarie avrebbe inoltre sancito, a mio modo di vedere, che il PD era ormai dominato da logiche ombelicali e da una cultura plebiscitaria e dell'emergenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo motivo, di fronte alle dimissioni repentine del segretario, ho apprezzato la scelta del gruppo dirigente del PD di convocare immediatamente l'assemblea costituente per discutere democraticamente sul da farsi. In un momento di crisi come questo c'è la necessità di una risposta rapida: il Paese ha bisogno di un partito di opposizione che discute, si divide, ma poi vota e decide una linea politica credibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In maniera opportuna, diversi Presidenti di Regione, Presidenti di Provincia  e Sindaci hanno segnalato la necessità di una scelta responsabile che consentisse da subito di eleggere un segretario, di cambiare l'organizzazione del partito raccordandola maggiormente ai territori, di sciogliere i principali nodi politici che il PD deve affrontare. Queste idee sono state felicemente riassunte dall'&lt;a href="http://beta.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=7ee5ec62-6cf1-4381-8460-c36d65a1f1d4"&gt;intervento di Vasco Errani&lt;/a&gt; alla riunione dell'Assemblea costituente del 20 febbraio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta di eleggere direttamente il segretario del partito nell'assemblea costituente non deve portare ad una chiusura a riccio dei gruppi dirigenti. In questa prospettiva, proprio in vista dell'appuntamento elettorale di giugno, le primarie dovrebbere essere efficaciamente utilizzate per scegliere in modo democratico - secondo quanto previsto dallo Statuto del PD e come è già avvenuto in molti comuni e province - i candidati Sindaci e Presidenti di provincia o, anche, per scegliere i candidati al Parlamento europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce delle scelte che si faranno in questi mesi e con una verifica seria dei risultati conseguiti nel voto di giugno, il PD potrà affrontare il congresso in autunno per scegliere democraticamente il nuovo segretario nazionale e definire una linea chiara e riformatrice per i prossimi anni che consenta di costruire candidature, alleanze politiche e programmi di governo condivisi dalla maggioranza degli italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La discussione trasparente che c'è stata nell'assemblea di sabato scorso, l'elezione di Dario Franceschini, le parole pronunciate dal nuovo Segretario del PD, ci aiutano a sperare che da questa crisi possano emergere con chiarezza le condizioni per il rilancio del progetto del PD.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-115416137867811870?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/115416137867811870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=115416137867811870' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/115416137867811870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/115416137867811870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2009/02/crisi-e-rilancio-del-progetto-del-pd.html' title='Crisi e rilancio del progetto del PD'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-7741230822148851472</id><published>2009-01-31T08:39:00.000-08:00</published><updated>2009-01-31T09:56:56.669-08:00</updated><title type='text'>La nostra scuola, il nostro futuro.</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 204);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ormai tutti si interrogano sulla dimensioni e sulla durata della recessione in cui è caduta l'economia mondiale. Le ultime &lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=103351"&gt;stime della crescita mondiale&lt;/a&gt; per il 2009 sono limitate allo 0,5% e l'ONU preannuncia che nel mondo ci saranno 50 milioni di disoccupati in più. In Italia la recessione è ancora più profonda (il FMI stima -2% nel 2009 e -0,1% nel 2001).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a queste difficoltà, ormai evidenti, le reazioni dei governi non sono tutte uguali: alcuni si preoccupano di salvare soprattutto le banche e le industrie in crisi, trascurando la situazione di sofferenza economica e la paura del futuro che ormai si è diffusa tra la popolazione; altri si stanno prodigando con piani di investimento a medio e lungo termine sulle infrastrutture e, più in generale, sullo stato sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle prime scelte di politica economica e di politica estera di Obama emerge una visione che supera l'approccio del passato e cerca di dirottare la spesa pubblica, dalla spesa bellica alla spesa sociale per infrastrutture, ambiente, sanità e scuole. In un momento di grave recessione economica si focalizza l'attenzione su quegli investimenti che possano rilanciare l'economia e offrire una protezione e una speranza nel futuro alle persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio sulla scuola è impressionante la differenza tra le scelte intraprese dall'amministrazione Obama rispetto a quelle stabilite dal Governo Berlusconi. Il Piano di sviluppo approvato dalla Camera negli USA prevede &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/01/obama-centoquarantacinque-miliardi-scuola.shtml?uuid=930a72b4-eea4-11dd-9c9c-821838d16869&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;145 miliardi di dollari di investimenti sulle scuole&lt;/a&gt; (circa 110 miliardi di euro). La manovra finanziaria approvata dal Governo italiano con la legge 133/08 prevede 8 miliardi di tagli alle scuole dal 2009 al 2012 (cfr. &lt;a href="http://www.flcgil.it/pagine_web/art_64_della_legge_n_133_del_6_agosto_2008"&gt;art. 64, comma 6&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si vede chiaramente non tutti i governi sono uguali: le nude cifre dimostrano che non tutti pensano alla scuola e al futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-7741230822148851472?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/7741230822148851472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=7741230822148851472' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/7741230822148851472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/7741230822148851472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2009/01/la-nostra-scuola-il-nostro-futuro.html' title='La nostra scuola, il nostro futuro.'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-6204271297657131880</id><published>2009-01-03T13:24:00.000-08:00</published><updated>2009-01-03T14:16:53.873-08:00</updated><title type='text'>Priorità condivise</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nei messaggi di fine anno del Presidente della Repubblica e del Papa è emersa una comune consapevolezza della crisi che oggi attraversa il mondo e la volontà incoraggiare la speranza di un cambiamento sotto il segno della giustizia e della pace, di uno sviluppo equilibrato dell'economia e della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente Giorgio Napolitano ha rivolto agli italiani un &lt;a href="http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=37669"&gt;appello a reagire &lt;/a&gt;alla crisi senza paura, "con coraggio e lungimiranza":&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Facciamo della crisi un’occasione per liberarcene, guardando innanzitutto all’assetto delle nostre istituzioni, al modo di essere della pubblica amministrazione, al modo di operare dell’amministrazione della giustizia."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Dalla crisi deve, e può, uscire un’Italia più giusta. Facciamo della crisi un’occasione per impegnarci a ridurre le sempre più acute disparità che si sono determinate nei redditi e nelle condizioni di vita; per riformare un sistema di protezione sociale squilibrato e carente; per elevare, a favore dei figli delle famiglie più modeste, le possibilità di istruzione fin dai primi anni e di ascesa nella scala sociale."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; "Ci sono stati in questi mesi dibattito e confronto in Europa e in Italia sui temi del clima e dell’energia, sui temi dell’innovazione necessaria e possibile. Lo sforzo che in questo momento va compiuto per sostenere le imprese – grandi, medie e piccole – che sono in difficoltà pur essendosi mostrate capaci di ristrutturarsi e di competere, non può essere separato dall’impegno a promuovere indirizzi nuovi per lo sviluppo futuro dell’attività produttiva in Italia. Vanno in particolare colte le opportunità offerte dalle tecnologie più avanzate per l’energia e per l’ambiente. Facciamo della crisi l’occasione per rinnovare la nostra economia, e insieme con essa anche stili di vita diffusi, poco sensibili a valori di sobrietà e lungimiranza."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Facciamo della crisi un’occasione perché l’Italia cresca come società basata sulla conoscenza, sulla piena valorizzazione del nostro patrimonio culturale e del nostro capitale umano.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel far fronte alla crisi, l’Italia non agisce da sola. Agisce come parte di quella Europa unita che si conferma come non mai un punto di riferimento essenziale: e siamo orgogliosi di avere concorso con tenacia e coerenza a costruirla.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Papa Benedetto XVI ha centrato il suo discorso sul tema "&lt;a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20081208_xlii-world-day-peace_it.html"&gt;Combattere la povertà, costruire la pace&lt;/a&gt;", sottolineando come "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la povertà risulta  sovente tra i fattori che favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati&lt;/span&gt;", ed ha infine così concluso il suo discorso:&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la  Comunità cristiana non mancherà pertanto di assicurare all'intera famiglia umana  il proprio sostegno negli slanci di solidarietà creativa non solo per elargire  il superfluo, ma soprattutto per cambiare «gli stili di vita, i modelli di  produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le  società». Ad ogni discepolo di Cristo, come anche ad ogni persona di buona volontà,  rivolgo pertanto all'inizio di un nuovo anno il caldo invito ad allargare il  cuore verso le necessità dei poveri e a fare quanto è concretamente possibile  per venire in loro soccorso. Resta infatti incontestabilmente vero l'assioma  secondo cui «combattere la povertà è costruire la pace»".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono parole che richiamano il messaggio che Obama ha rivolto agli americani e al mondo intero. All'inizio del nuovo anno, mi auguro che siano queste le parole, i valori, le priorità che guideranno le forze politiche e sociali italiane e l'attività del Governo e del Parlamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-6204271297657131880?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/6204271297657131880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=6204271297657131880' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/6204271297657131880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/6204271297657131880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2009/01/priorit-condivise.html' title='Priorità condivise'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-2771144360910126311</id><published>2008-12-24T09:43:00.000-08:00</published><updated>2008-12-26T13:53:03.438-08:00</updated><title type='text'>Un nuovo mondo</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo qualche mese di silenzio voglio riprendere il filo di questo mio colloquio in rete attraverso questo mio diario pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo occidentale è oggi entrato in una recessione profonda che nasce dalla crisi dei fondamenti sui quali è stata costruita la politica economica americana e mondiale degli ultimi 30 anni:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;la convinzione che una diminuzione delle tasse avrebbe portato ad una crescita dell'economia, poiché il mercato poteva moltiplicare la capacità di creare ricchezza attaverso il ricorso autonomo al sistema finanziario (la supply-side economics di Reagan e della scuola di Chicago ) e la conseguente riduzione dell'intervento dello Stato nell'economia e nel sociale;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;la volontà di spostare lo sforzo dello Stato nella difesa del ruolo degli Stati Uniti nel mondo, in una visione unilaterale che univa la difesa degli interessi economici nazionali con una pressione militare e un intervento diretto contro tutti quegli Stati che si opponevano al dominio americano.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Il centro dello sviluppo economico mondiale, dopo aver attraversato l'Oceano Atlantico (dall'Europa all'America) sembra volere attraversare anche l'Oceano Pacifico (la Cina, le tigri asiatiche, l'India...) in una dinamica che, dopo diversi decenni, vede in crisi il ruolo dominante degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questa crisi storica gli USA hanno cercato di dare una risposta innovativa attraverso l'elezione di Barack Obama, &lt;a href="http://video.google.it/videoplay?docid=6551076888417412429&amp;amp;hl=it"&gt;una scelta rivolta non solo all'interno del loro paese, ma al mondo intero&lt;/a&gt;. E' una risposta che parte sempre da Chicago e che si fonda sul rilancio dei valori libertari e comunitari tipici della società americana, sulla riconversione ecologica dell'economia, su un rinnovato ruolo dello Stato nell'economia e nella società, su una visione multilaterale della politica estera americana e, soprattutto, su un meccanismo inedito di partecipazione popolare che diventa vincente rispetto all'establishment tradizionale (azionariato diffuso contro grandi corporations, utilizzo preferenziale della rete invece del broadcast informativo tradizionale, main street verso wall street).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella crisi mondiale, l'Europa reagisce con dignità, attraverso lo sforzo della presidenza francese di coordinare le politiche economiche nazionali in funzione anticiclica. Si rimane comunque nell'orizzonte dell'Europa degli Stati, mentre non decolla una vera politica economica comune, che dovrebbe essere il vero obiettivo della zona Euro nella discussione in atto sul bilancio europeo. La mancata ratifica del trattato di Lisbona da parte dell'Irlanda, inoltre, ritarderà ulteriormente, oltre la data delle elezioni europee del 2009, la possibilità di una governance e di un'azione unitaria spedita dell'Unione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo quadro, l'Italia ha ancora gli occhi rivolti all'indietro. Il Governo Berlusconi ha predisposto a luglio una &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000539.html"&gt;manovra finanziaria&lt;/a&gt; di tagli indiscriminati alla domanda aggregata e agli investimenti che è esattamente il contrario di quello di cui si aveva bisogno. I pochi soldi a disposizione sono stati investiti in operazioni senza senso, come l'abbattimento dell'ICI sulle case dei ricchi e il salvataggio di Alitalia. A tre mesi di distanza, nonostante che ormai tutti siano convinti della necessità di ripensare il patto di stabilità europeo per costruire una politica economica unitaria che favorisca la crescita, si concepisce una &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000802.html"&gt;manovra anticrisi debole&lt;/a&gt;, senza funzione anticiclica, che non corregge i grandi limiti della la manovra finanziaria di luglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione,  un "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nuovo mondo&lt;/span&gt;" sta nascendo, ma le classi dirigenti del nostro Paese appaiono invecchiate e non in grado di affrontare le sfide che esso ci pone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'era Berlusconi volge probabilmente al termine, ma non c'è ancora una forza di opposizione in grado di offrire all'Italia l'audacia della speranza, per superare le derive corporative e conservative, per mettere insieme le tante energie sopite del nostro Paese, per costruire una proposta di governo per permetta all'Italia di affrontare la crisi a testa alta e di rilanciare il suo ruolo in Europa e nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io spero ancora che il &lt;a href="http://www.ulivo.it/dettaglio/67573/Il_dovere_di_non_deludere"&gt;Partito democratico&lt;/a&gt; possa svolgere questo ruolo.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-2771144360910126311?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/2771144360910126311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=2771144360910126311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/2771144360910126311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/2771144360910126311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/12/un-nuovo-mondo.html' title='Un nuovo mondo'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-5799237302531475974</id><published>2008-07-30T09:47:00.000-07:00</published><updated>2008-07-30T09:54:42.792-07:00</updated><title type='text'>Forza Europa</title><content type='html'>Sul sito della "&lt;a href="http://www.lafabbrica.eu/"&gt;La Fabbrica.eu&lt;/a&gt;" è stata lanciata dall'on. Sandro Gozi una interessante discussione sul futuro dell'Europa i cui risultati sono &lt;a href="http://www.lafabbrica.eu/adon.pl?act=doc&amp;amp;doc=105279&amp;amp;tmpl=doc_blog_temi_passati"&gt;disponibili in rete&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il mio contributo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che l'Europa debba riprendere il cammino indicato da Spinelli verso una piena unificazione politica che permetta a tutti i paesi europei di affrontare insieme le principali questioni poste dalla globalizzazione, in una prospettiva federale e democratica che consenta un intervento unitario della UE sulle principali scelte di tipo strategico (tra cui la politica estera e la politca economica) e la capacità di coinvolgere in ottica sussidiaria gli Stati nazionali e i livelli di governo territoriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relativamente alla ratifica del trattato di Lisbona il mio pensiero è contenuto nel blog nel post "&lt;a href="http://agoreuo.blogspot.com/2008/06/il-coraggio-di-investire-sul-futuro.html"&gt;Il coraggio di investire sul futuro&lt;/a&gt;": Auspicherei la ratifica del trattato da parte di 25/26 Stati membri e lo svolgimento di un referendum europeo sul trattato, da svolgersi contestualmente alle prossime elezioni europee del 2009, per consentire finalmente un dibattito unitario sul futuro dell'Europa in tutti i paesi membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso occorre avviare un processo di integrazione dell'Europa dal basso, attraverso il coinvolgimento dell'opinione pubblica, la realizzazione di una "rete civica europea", la costruzione di partiti europei, per consentire un confronto unitario sulle principali scelte da fare insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relativamente all'approfondimento del processo di integrazione ritengo che la strada migliore sia quella delle cooperazioni rafforzate. Relativamente all'allargamento ritengo essenziale innanzitutto completare il percorso di inclusione dei paesi balcanici e, parallelamente, approfondire il processo aperto con l'Unione per il Mediterraneo lanciata a Parigi lo scorso 13 luglio 2008.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-5799237302531475974?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/5799237302531475974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=5799237302531475974' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5799237302531475974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5799237302531475974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/07/forza-europa.html' title='Forza Europa'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-7266520898292422560</id><published>2008-07-13T13:44:00.000-07:00</published><updated>2008-07-13T15:11:13.409-07:00</updated><title type='text'>L'opposizione di cui ha bisogno il Paese</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;All'avvio del Governo Berlusconi avevo auspicato un nuovo rapporto tra maggioranza e opposizione che consentissse di distinguere tra le materie su cui è necessario un percorso condiviso in Parlamento e le materie sulle quali era naturale che si mantenesse un confronto serrato e anche duro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato, la Costituzione, le riforme istituzionali, la politica estera e la posizione dell'Italia nell'Unione europea sono campi sui quali si dovrebbe sviluppare un confronto costante tra maggioranza e opposizione, per trovare alcuni fondamentali punti di accordo e un minimo comun denominatore a tutela dell'interesse generale e dell'interesse nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'altro, la politica economica e le scelte di governo operate dalla maggioranza su vari fronti (sicurezza, giustrizia, sistema informativo ....) devono essere contrastate duramente dall'opposizione che deve criticare le scelte ritenute non valide, proporre soluzioni alternative, definire una sua agenda di priorità sulla quale ricercare in modo chiaro il consenso popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa settimana parlamentare, la presentazione della manovra economica per il 2009 da parte del Governo, lo scontro sul lodo Alfano e sul Decreto sicurezza hanno messo in chiaro che il confronto fra maggioranza e opposizione non può significare in alcun modo il venir meno di un'opposizione politica chiara sulle principali scelte operate dal Governo, non solo nelle posizioni parlamentari, ma in tutto il paese, come è stato evidenziato con la &lt;a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/firme.aspx?t=%2fspeciali%2fsalva_italia%2fhome.htm"&gt;raccolta di firme avviata dal Partito Democratico&lt;/a&gt; e l'annuncio della manifestazione del 25 ottobre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' evidente che l'opposizione non può limitarsi a contestare e contrastare le scelte politiche della maggioranza, ma deve costruire un'agenda alternativa, che si fondi su proposte in grado di rispondere alle esigenze che i cittadini sentono come prioritarie o di affrontare quei nodi essenziali che servono al rilancio del Paese. Su queste proposte si può definire un profilo programmatico concreto del PD, sul quale trovare un radicamento sociale e territoriale non di tipo ideologico, e allo stesso tempo costruire una strategia di alleanze in grado di sostenere una proposta di governo vincente per le prossime sfide elettorali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una sfida faticosa ma non impossibile. Soprattutto se il PD evita le scorciatoie delle scelte piovute dall'alto e cerca di dare una risposta stabile alle domande di partecipazione democratica che provengono da quanti hanno partecipato alle elezioni primarie e da quanti auspicano una vita del partito fondata sul pluralismo e sulla democrazia, come anticorpi essenziali contro le derive plebiscitarie della "&lt;a href="http://www.demosonline.it/a00171.php"&gt;mediocrazia&lt;/a&gt;" che è ormai dominante in Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-7266520898292422560?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/7266520898292422560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=7266520898292422560' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/7266520898292422560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/7266520898292422560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/07/lopposizione-di-cui-ha-bisogno-il-paese.html' title='L&apos;opposizione di cui ha bisogno il Paese'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-3005283059605700841</id><published>2008-07-11T15:49:00.000-07:00</published><updated>2008-07-11T17:06:31.959-07:00</updated><title type='text'>Le ragioni del no al decreto sicurezza</title><content type='html'>In un &lt;a href="http://agoreuo.blogspot.com/2008/06/le-paure-delloccidente-e-la-cultura.html"&gt;intervento precedente&lt;/a&gt; ho già affermato che il Partito Democratico deve mettere al centro della sua riflessione il bisogno di sicurezza dei cittadini, nelle diverse dimensioni in cui si manifesta, soprattutto per rispondere alle domande delle fasce più deboli della popolazione, ma che allo stesso tempo deve evitare di copiare le ricette della destra e uscire dalla cultura dell'emergenza che sta caratterizzando le scelte del legislatore italiano in materia penale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'odierna discussione parlamentare sul "&lt;a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?pdl=1366"&gt;Decreto sicurezza&lt;/a&gt;" il Governo ha presentato alcuni emendamenti per superare i problemi della &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/giustizia-7/camera-11lug/camera-11lug.html"&gt;norma "blocca processi"&lt;/a&gt;, a seguito del via libera dato ieri dalla Camera dei deputati al "&lt;a href="http://agoreuo.blogspot.com/2008/07/i-problemi-della-giustizia-e-il-lodo.html"&gt;Lodo Alfano&lt;/a&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là della norma incriminata, il Decreto legge sulla sicurezza, in considerazione delle diverse materie affrontate e delle diverse modifiche approvate in Parlamento, si rivela come un provvedimento bandiera che cerca di rassicurare le paure dei cittadini, ma non risolve i veri problemi della giustizia ed, anzi, introduce diverse complicazioni, come ha chiarito il CSM nella sua &lt;a href="http://www.csm.it/documenti%20pdf/Delib_Misure_Sicurezza.pdf"&gt;deliberazione del 1° luglio scorso&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con i suoi presupposti di necessità e urgenza (sic!) il Decreto legge si muove nel già fragile ordinamento penale italiano come un elefante tra la cristalleria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A conferma di questa affermazione basta scorrere l'indice delle disposizioni approvate:&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-style: italic;"&gt;&lt;li&gt;Art. 1 (Modifiche al codice penale)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 2 (Modifiche al codice di procedura penale)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 2-bis (Modifiche alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 2-ter (Sospensione dei processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 3 (Modifiche al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 4 (Modifiche al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 5 (Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 6 (Modifica del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 6-bis (Modifica all’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 7 (Collaborazione della polizia municipale e provinciale nell’ambito dei piani coordinati di controllo del territorio)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 7-bis (Concorso delle Forze armate nel controllo del territorio)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 8 (Accesso della polizia municipale al Centro elaborazione dati del Ministero dell’interno)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 8-bis (Accesso degli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria appartenenti al Corpo delle Capitanerie di porto al Centro elaborazione dati del Ministero dell'interno)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 9 (Centri di identificazione ed espulsione)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 10 (Modifiche alla legge 31 maggio 1965, n. 575)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 10-bis (Modifiche al decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 11 (Modifiche alla legge 22 maggio 1975, n. 152)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 11-bis (Modifiche alla legge 3 agosto 1988, n. 327)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 11-ter (Abrogazione)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 12 (Modifiche al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 12-bis (Modifiche alla legge 18 marzo 2008, n. 48)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 12-ter (Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 12-quater (Modifica all'articolo 25 delle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Art. 13 (Entrata in vigore)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;La cultura di emergenza che invade il diritto penale mi fa tornare in mente le parole e le ragioni del professor Franco Bricola, teorico delle dottrine generali del diritto penale, ed in particolare del suo capolavoro, la "Teoria generale del reato" (1973), nella quale si rende evidente la dimensione politica e costituzionale del diritto penale.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non ci può essere reato se non c'è «offesa colpevole» ai beni giuridici tutelati dalla Costituzione. Solo un'offesa di questo tipo può giustificare il sacrificio della libertà personale (uno dei massimi valori costituzionali) che ancora oggi consegue - direttamente o indirettamente - ad ogni tipo di pena. Perché ci sia un reato ci deve essere un'offesa o almeno un "pericolo concreto", il principio di colpevolezza e la ragionevole possibilità di conoscere la norma penale violata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la Costituzione è anche il luogo in cui si individuano i poteri dello Stato, il loro rango, le loro attribuzioni. Su questo si basa la certezza del diritto. La riserva di legge in materia penale prevista dall'art. 25 della Costituzione deve pertanto ritenersi come riserva assoluta: ciò implica che solo agli atti normativi provenienti in via esclusiva dal Parlamento possono introdurre norme e sanzioni penali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo motivo, non sono tollerabili intrusioni del potere esecutivo nel diritto penale, anche nella forma del decreto legislativo e del decreto legge, né sono tollerabili gli occulti interventi creativi del potere giudiziario, favoriti da norme incriminatrici sprovviste della necessaria precisione e determinatezza che portano agli abusi della "discrezionalità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo motivo, se si vuole veramente una giustizia giusta, è necessario innanzitutto che il Parlamento si riappropri delle sue attribuzioni costituzionali, negando l'approvazione di provvedimenti emergenziali in materia penale che aumentano il caos della legislazione penale e l'incertezza del diritto e della pena, aumentanto ancora di più la "discrezionalità" dei giudici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come di può vedere le ragioni del no al Decreto sicurezza stanno al di là della contrapposizione tra i giudici e la politica, che riempie le pagine dei giornali e dei telegiornali, e nascono da una profonda esigenza di giustizia che ha il suo fondamento nella lucida Costituzione della Repubblica italiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-3005283059605700841?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/3005283059605700841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=3005283059605700841' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/3005283059605700841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/3005283059605700841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/07/le-ragioni-del-no-al-decreto-sicurezza.html' title='Le ragioni del no al decreto sicurezza'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-4133981574933157186</id><published>2008-07-10T09:10:00.000-07:00</published><updated>2008-07-11T17:07:09.652-07:00</updated><title type='text'>I problemi della giustizia e il lodo Alfano</title><content type='html'>Con la presentazione del &lt;a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?pdl=1442"&gt;DDL "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato"&lt;/a&gt;,  il cd. "lodo Alfano", anche in questa legislatura è diventato chiaro come gli interessi personali di Berlusconi realivi ai suoi processi prevalgano sui reali problemi della giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla giustizia occorrerebbe un confronto approfondito, non lo scontro tra poteri dello Stato,  per ripristinare la certezza del diritto e la funzionalità degli apparati giudiziari, attraverso un intervento sulle cause sostanziali e strutturali che sono alla base del cattivo funzionamento dei tribunali italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la presentazione del "lodo Alfano" si mira a reintrodurre con legge ordinaria, nel nostro ordinamento, l'immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell'assunzione della carica. Si mira a fare approvare dal Parlamento una "leggina" che ha l'obiettivo di bloccare alcuni processi o indagini in cui è coinvolto il Presidente del Consiglio, coinvolgendo le altre cariche istituzionali solo per far evitare che si parli di una legge ad personam, pur essendo consapevoli che questa scelta potrà essere domani posta nel nulla da una censura della Corte costituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa scelta, infatti, è palesemente in contrasto con l'articolo 1, comma 2,  e con l'art. 3, comma 1 della Costituzione. "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione"; "Tutti i cittadini .... sono eguali davanti alla legge": sono principi fondamentali della Costituzione che  impediscono che si possano introdurre privilegi giurisdizionali per legge ordinaria, come chiarisce &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/giustizia-5/appello-costituzionalisti/appello-costituzionalisti.html"&gt;l'appello dei 100 costituzionalisti&lt;/a&gt;, pubblicato su Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prevale nella maggioranza di centrodestra quella cultura che, a parole, rivendica la giustizia e la libertà e, nei fatti, istituisce privilegi con provvedimenti eccezionali e urgenti che contrastano con i principi di libertà e di uguaglianza che sono scritti nella nostra Costituzione repubblicana. E, così, si grida contro la "casta" e si approvano leggi che aumentano i privilegi della "casta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il centrodestra ancora una volta si è affidato alla leaderschip di Berlusconi per vincere le elezioni ma, ancora una volta, vinte le elezioni, l'ascesa al Governo di Berlusconi impedisce al centrodestra di essere in grado di rispondere alle reali esigenze del Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-4133981574933157186?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/4133981574933157186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=4133981574933157186' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/4133981574933157186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/4133981574933157186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/07/i-problemi-della-giustizia-e-il-lodo.html' title='I problemi della giustizia e il lodo Alfano'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-5807818607859742704</id><published>2008-07-09T12:57:00.000-07:00</published><updated>2008-07-10T08:50:15.213-07:00</updated><title type='text'>Le priorità del Paese e le scelte economiche del Governo</title><content type='html'>Secondo un &lt;a href="http://www.iprmarketing.it/IT/news_faq/dettaglio_news.asp?ID=131"&gt;recente sondaggio dell’Istituto IPR Marketing&lt;/a&gt; il costo della vita e la perdita di potere d'acquisto di salari e pensioni risulta infatti la principale preoccupazione degli italiani (dal 69% degli intervistati) indipendentemente dalle opinioni politiche.&lt;br /&gt;La crescita dell'inflazione, derivante in gran parte dall'aumento dei prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari su scala mondiale, la crisi dei mercati immobiliari e finanziari e l'aumento dei tassi di interesse in Europa, sono condizioni oggettive che renderanno senza dubbio ancora più forte l'attenzione alle condizioni dei bilanci familiari.&lt;br /&gt;Sia il il PDL che il PD, durante la campagna elettorale, hanno condiviso nelle loro proposte la necessità di affrontare prioritariamente il tema della difesa del potere di acquisto delle famiglie  ed, in particolare, dei redditi più bassi.&lt;br /&gt;Gli interventi del Governo previsti dal decreto legge 93/08 per la salvaguardia del potere d'acquisto delle famiglie e dal decreto legge 112/08 sulla manovra finanziaria non sembrano andare in questa direzione, poiché alla fine portano ad un &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000497.html"&gt;complessivo inasprimento della pressione fiscale&lt;/a&gt; e non avvantaggiano i redditi più bassi.&lt;br /&gt;Se si pone attenzione più da vicino al tema delle dinamiche salariali, evidenziato dall'articolo di De Cecco "&lt;a href="http://www.lafabbrica.eu/adon.pl?act=doc&amp;amp;doc=104145"&gt;Salari amari&lt;/a&gt;", si può inoltre valutare con più attenzione l'errore compiuto dal Governo con la scelta della detassazione degli straordinari.&lt;br /&gt;Essa interviene su un mercato del lavoro, come quello italiano, nel quale si è assistito negli ultimi 15 anni ad un aumento delle ore lavorate, che non ha corrisposto ad una crescita della produttività e delle retribuzioni, come dimostrano i&lt;a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20080709_00/testointegrale20080709.pdf"&gt; dati ISTAT del luglio '08&lt;/a&gt; e i dati dell' &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/07/ocse-salari-italia.shtml?uuid=deadbc64-4817-11dd-bace-5577a4a87901&amp;amp;type=Libero"&gt;Outlook sull'Occupazione dell'OCSE&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Purtroppo si punta ancora sulla quantità e non sulla qualità.&lt;br /&gt;Invece di chiedere di lavorare di più a chi lavora già tanto, occorrere diminuire il peso delle tasse sul lavoro dipendente per aumentare il potere di acquisto dei salari e degli stipendi e rendere conveniente l'assunzione del personale più qualificato che può dare un contributo all'innovazione e alla competività del sistema produttivo italiano, anche attraverso una riforma del sistema contrattuale pubblico e privato che rafforzi il legame fra il salario e la produttività.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-5807818607859742704?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/5807818607859742704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=5807818607859742704' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5807818607859742704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5807818607859742704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/07/le-priorit-del-paese-e-le-scelte.html' title='Le priorità del Paese e le scelte economiche del Governo'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-6043907700797271403</id><published>2008-06-28T11:03:00.000-07:00</published><updated>2008-06-30T06:11:25.090-07:00</updated><title type='text'>Federalismo a parole, centralismo nei fatti.</title><content type='html'>Già il mese scorso avevo commentato &lt;a href="http://agoreuo.blogspot.com/2008/05/i-primi-provvedimenti-del-governo.html"&gt;i primi provvedimenti del Governo&lt;/a&gt; tra i quali un posto di primo piano hanno le misure per la riduzione del carico fiscale che ora sono all'esame della Camera dei Deputati per la conversione del &lt;a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?pdl=1185"&gt;Decreto legge 93/08&lt;/a&gt; recante "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Tra le diverse misure, l'eliminazione dell'ICI sull'abitazione principale è quella che ha l'obiettivo dichiarato di dare un segnale facilmente percepibile nella direzione della riduzione del carico fiscale, anche in considerazione di ciò che è stato dichiarato in campagna elettorale.&lt;br /&gt;Ma è veramente così? Non sembrerebbe:&lt;br /&gt;- il  &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000482.html"&gt;DPEF 2009 - 2013&lt;/a&gt; presentato dal Ministro Tremonti non prevede una riduzione della pressione fiscale;&lt;br /&gt;- la copertura prevista nel decreto legge per l'abolizione dell'ICI mostra che per finanziare le misure sull'ICI sono azzerati i finanziamenti sulla viabilità in Calabria e in Sicilia e sono cancellati i fondi per le metropolitane di Bologna e di Torino e il tramvia di Firenze.&lt;br /&gt;Si  crea perciò una "illusione tributaria", perché i contribuenti pagheranno in altre forme (con il taglio a servizi e investimenti previsti o con altre tasse) ciò che viene loro presentato come un regalo, mentre si potevano utilizzare le risorse dell'extragettito determinato dall'incremento delle entrate fiscali operato dal Governo precedente grazie agli interventi sull'evasione fiscale.&lt;br /&gt;La legge finanziaria del 2008 aveva previsto che "...&lt;span style="font-style: italic;"&gt;le maggiori entrate sono destinate alla riduzione della pressione fiscale nei confronti dei lavoratori dipendenti&lt;/span&gt;". Tutte le forze politiche avevano concordato in campagna elettorale che, di fronte alla difficile congiuntura economica, occorreva dare priorità alla riduzione delle tasse sugli stipendi dei lavoratori dipendenti per aumentare davvero il potere d'acquisto delle famiglie. Con l'abolizione dell'ICI anche sulle case dei ceti con alto reddito si va invece in una direzione diversa.&lt;br /&gt;Dal punto di vista strutturale, sembra confermata l'osservazione di &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000389.html"&gt;Gilberto Muraro&lt;/a&gt;: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'abolizione dell'Ici è una vittoria dell'apparenza sulla sostanza. Proprio perché l'imposta riguarda l'80 per cento degli italiani, dovrebbe essere chiaro che gli stessi beneficiari dovranno pagare in altre forme quello che è presentato come un regalo. Il minor gettito dei comuni sarà compensato con trasferimenti dal centro. Ma mentre l'Ici si autoregola, un sussidio per definizione genera una domanda unanime di incremento. Tutto fa pensare che nella manovra su imposte nazionali per sostituirne una locale non ci sia alcun guadagno né di efficienza né di equità&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;L'abolizione dell'ICI, infatti, comporta una compressione dell'autonomia finanziaria dei Comuni e una centralizzazione del sistema tributario proprio nel momento in cui si dovrebbe avviare il federalismo fiscale ed introdurre un rapporto tra le istituzioni e i cittadini basato sull'autonomia e sulla responsabilità.&lt;br /&gt;La riflessione sull'abolizione dell'ICI potrebbe inserita nella prospettiva dell'attuazione dell'art. 119 della Costituzione, per avviare il federalismo fiscale insieme al processo complessivo di riordino degli assetti istituzionali.&lt;br /&gt;In questa prospettiva è evidente che ogni livello di governo dovrebbe avere un cespite di riferimento (ad esempio, gli immobili per i Comuni, le autovetture per le Province, i consumi per le Regioni) sul quale poter attivare le leve dell'autonomia tributaria per l'esercizio delle funzioni istituzionali in autonomia e responsabilità.&lt;br /&gt;Anche con l'abolizione dell'ICI è molto probabile che, per il futuro, gli immobili resteranno per i Comuni la base di riferimento della loro autonomia tributaria (come avviene nella gran parte degli altri paesi in Europa e nel mondo).&lt;br /&gt;Visto che il Governo ha ormai preso la decisione di abolire l'ICI sulla prima casa, proprio la prospettiva del federalismo fiscale dovrebbe comunque spingere i Comuni a verificare bene la base imponibile residua (seconde case, abitazioni di lusso, altre immobili) anche al fine di operare una ricognizione aggiornata della situazione degli immobili del proprio territorio.&lt;br /&gt;Senza dilungarmi ulteriormente sul tema voglio solo aggiungere in conclusione una citazione di un lucido scritto di Luigi Einaudi del 1959: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se regioni, provincie, comuni devono ricorrere ad entrate proprie, nasce il controllo dei cittadini sulla spesa pubblica, nasce la speranza di una gestione sensata del denaro pubblico. Se gli enti territoriali minori vivono di proventi ricevuti o rinunciati dallo stato, di proventi di cui lo stato ha bisogno per soddisfare ai compiti suoi, o vivono, come accade, addirittura di sussidi, manca l'orgoglio del vivere del frutto del proprio sacrificio e nasce la psicologia del vivere a spese altrui, dell'emulazione nel chiedere sempre e non essere mai contenti...&lt;/span&gt;"  (Torino, '&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che cosa rimarrebbe allo Stato?&lt;/span&gt;').&lt;br /&gt;E' una citazione ripresa dalla Guida alla &lt;a href="http://www.mostraluigieinaudi.it/"&gt;Mostra "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’eredità di Luigi Einaudi: la nascita dell’Italia repubblicana e la costruzione dell’Europa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;”, organizzata a Roma nel Palazzo del Quirinale fino al prossimo 6 luglio, che consiglio a tutti di visitare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-6043907700797271403?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/6043907700797271403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=6043907700797271403' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/6043907700797271403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/6043907700797271403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/06/labolizione-dellici-federalismo-parole.html' title='Federalismo a parole, centralismo nei fatti.'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-2358913587529726889</id><published>2008-06-27T17:14:00.000-07:00</published><updated>2008-06-28T04:19:56.249-07:00</updated><title type='text'>Per la società della conoscenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.pdlatina.org/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_74blgVjNCSk/SGWEl-25EpI/AAAAAAAAABo/cfT8nfO8Ejo/s200/festa_icon.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5216721531441844882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ieri sera, 27 giugno, ha preso il via la prima festa del PD di Latina, con un'interessante dibattito, organizzato dall'Associazione Libertà Eguale "Altiero Spinelli", su FLEXICURITY, MERCATO DEL LAVORO E  NUOVO STATO SOCIALE.&lt;br /&gt;Il Prof. Paolo Borioni (della Fondazione Gramsci) e il Sen. Tiziano Treu, partendo dall'&lt;a href="http://www.leftwing.it/old/index.php?id=247"&gt;esperienza dei paesi scandinavi&lt;/a&gt;, hanno evidenziato la necessità di predisporre anche in Italia, come in tutta Europa, strumenti di politiche attive del lavoro che consentano di tenere insieme la prospettiva dell'apertura delle nostre economie, la capacità di investimento e di innovazione, la tutela dinamica dei lavoratori (piuttosto che dei posti di lavoro), con un forte investimento sulla formazione e sulla conoscenza.&lt;br /&gt;Alle spinte alla chiusura e alla difesa degli assetti corporativi, alle paure che si diffondono nel continente, è possibile contrapporre la prospettiva di un'economia e di una società aperta, capace di favorire le strategie di innovazione produttiva che sfruttino al meglio le risorse, i talenti, la creatività di cui è ricca l'Italia e l'Europa.&lt;br /&gt;Perché ciò sia possibile occorre tuttavia porre al centro della politica il binomio "lavoro - conoscenza", riorganizzare l'esperienza di vita e di lavoro e i processi produttivi, prevedendo percorsi di formazione continua che permettano di coniugare la flessibilità e la sicurezza sia nell'accesso al lavoro, sia nella pienezza della vita lavorativa, sia nell'uscita dal lavoro, in modo da favorire la crescita dell'occupazione anche in termini qualitativi e la costruzione di un ponte di solidarietà intergenerazionale.&lt;br /&gt;Gli investimenti su ricerca, innovazione, istruzione, formazione professionale, politiche attive del lavoro diventano allora la misura di quanto si pensa al futuro del Paese.&lt;br /&gt;Il Partito Democratico su questi punti ha già abbozzato, grazie a Damiano e Treu, una strategia di riforma e di azione. Essa può diventare un punto di riferimento per le proposte da presentare in Parlamento anche rispetto alla manovra finanziaria appena approvata dal Governo.&lt;br /&gt;Ma l'investimento sulla "società della conoscenza" è una strategia che da far vivere anche nel territorio.&lt;br /&gt;In vista delle elezioni provinciali del prossimo anno a Latina si dovrà costruire una proposta innovativa in quelle materie (scuola, formazione, servizi e politiche per il lavoro) che sono di competenza della Provincia e su cui si costruiscono le prospettive di vita e di lavoro dei giovani.&lt;br /&gt;Al di là delle proposte politiche ed amministrative è però possibile costruire un patto fra tutti i lavoratori della conoscenza (i docenti, i ricercatori, i lavoratori intellettuali) per sviluppare un movimento di solidarietà che anticipi nella società le politiche di investimento sull'innovazione e sulla conoscenza che si vogliono proporre nei diversi livelli di governo, attraverso l'apertura delle scuole e dei loro laboratori al territorio e lo sviluppo di corsi di formazione e di esperienze diffuse di "apprendistato sociale", che superino gli attuali limiti della formazione professionale e continua.&lt;br /&gt;Lo Stato sociale, nella storia del secolo scorso, non è piovuto dal cielo ma è stato frutto di lotte e percorsi di solidarietà di cui sono stati protagonisti soprattutto il movimento socialista e il movimento popolare.&lt;br /&gt;Allo stesso modo, il "movimento democratico" (non solo il PD, ma l'insieme delle forze che convergano sulla priorità di questa strategia) può divenire il motore di un diffuso investimento sociale per "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rimuovere gli ostacoli di ordine                economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e                l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della                persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori                all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese&lt;/span&gt;", per affermare la "Società della conoscenza" e dare finalmente corpo al carattere originale della nostra Costituzione repubblicana che qualifica l'Italia come una "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;repubblica democratica, fondata sul lavoro&lt;/span&gt;".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-2358913587529726889?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/2358913587529726889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=2358913587529726889' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/2358913587529726889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/2358913587529726889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/06/per-la-societ-della-conoscenza.html' title='Per la società della conoscenza'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_74blgVjNCSk/SGWEl-25EpI/AAAAAAAAABo/cfT8nfO8Ejo/s72-c/festa_icon.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-8158590212550426808</id><published>2008-06-16T15:37:00.000-07:00</published><updated>2008-06-17T04:29:29.418-07:00</updated><title type='text'>Il coraggio di investire sul futuro dell'Europa.</title><content type='html'>La vittoria del no al referendum del 12 giugno in Irlanda sul Trattato di Lisbona riapre il dibattito sul futuro dell'Unione europea.&lt;br /&gt;I Governi dei diversi paesi membri, dopo la pausa di riflessione dovuta al rigetto del Trattato sulla costituzione europea da parte dei cittadini francesi ed olandesi, avevano sperato che si potesse ratificare il Trattato di Lisbona entro la fine del 2008, prima delle prossime elezioni del Parlamento europeo, attraverso una ratifica parlamentare da parte dei diversi Paesi membri, poiché il nuovo Trattato non si pone l'obiettivo di approvare una “Costituzione” europea.&lt;br /&gt;A questo percorso solo l'Irlanda ha opposto la necessità del ricorso al referendum popolare, poiché la sua Costituzione lo richiedeva.&lt;br /&gt;Nonostante che la gran parte delle classi dirigenti irlandesi (delle forze politiche e delle rappresentanze sociali) sostenesse l'approvazione del Trattato, le forze contrarie sono riuscite a prevalere, facendo leva sulle paure suscitate dalla crisi economica e sui rischi di un'invadenza della burocrazia europea e della perdita dell'identità nazionale.&lt;br /&gt;Si sono opposti al Trattato il Partito cattolico nazionalista dell'Irlanda del Nord il (Sinn Fein), alcune frange minoritarie di estrema destra ed estrema sinistra e un ricco uomo d'affari (Ganley) che ha investito molte risorse nei mass media per il no al referendum. Tuttavia, più in profondità, hanno influito sul risultato anche le posizioni di molti settori dell'establishment degli USA, della Chiesa cattolica, dei circoli ultra-liberisti che si oppongono all'idea di un'Europa politicamente unita, che riafferma la tradizione dell'illuminismo e il modello dell'economia sociale di mercato.&lt;br /&gt;Di fronte al rifiuto irlandese, occorre innanzitutto evitare che gli altri paesi europei perdano la testa e proseguire il percorso di ratifica parlamentare negli 8 paesi che mancano (tra cui l'Italia, l'Inghilterra e la Spagna) per arrivare entro la fine dell'anno alla ratifica del Trattato di Lisbona almeno da parte dei 4/5 degli Stati membri. E' la strada prevista dall'art. 48 del Trattato, che le istituzioni europee e i Paesi più importanti dell'Europa (la Germania, la Francia, la Spagna e, fino ad ora, anche la reticente Inghilterra) stanno indicando. E' la strada che dovrebbe essere seguita rapidamente anche dall'Italia, superando i ricatti che la Lega può porre al Governo e al Parlamento, attraverso un lavoro comune delle forze di maggioranza e di opposizione.&lt;br /&gt;La ratifica del Trattato di Lisbona da parte di una larga parte degli Stati membri consentirebbe ad essi di insistere sul processo di unificazione, evitando di incagliarsi sui veti posti da alcuni Stati contro gli impegni sottoscritti. Si darebbe vita in questo modo ad un progetto comunque aperto all’adesione dei diversi Stati e popoli che compongono l'Unione europea, nei tempi e con gli adattamenti che si ritengano necessari.&lt;br /&gt;Questa complessa strategia è sicuramente una costruzione ardita dal punto di vista giuridico, ma non risolve il problema del distacco profondo che negli ultimi anni si è aperto tra i cittadini e le istituzioni europee.&lt;br /&gt;Dopo la fase di unificazione europea del dopoguerra che è servita a superare il conflitto storico franco-tedesco, dopo la fase dell'unificazione funzionale delle frontiere e della moneta seguita alla fine dell'Unione sovietica, occorre aprire una riflessione profonda sull'identità politica dell'Europa.&lt;br /&gt;Da un lato, i cittadini europei sentono sempre più di far parte di un'unica entità sovranazionale, che consente di affrontare insieme le sfide della globalizzazione e dei cambiamenti dell'economia mondiale. Dall'altro, non riescono ancora a capire bene cosa è l'Europa: sanno che non è uno Stato, che non è una Confederazione di stati, ma hanno molti dubbi su un potere dai confini non ben definiti e di cui non è ben chiara la legittimazione democratica.&lt;br /&gt;Per questi motivi è indispensabile che, accanto al completamento del processo di ratifica del Trattato di Lisbona, si apra immediatamente un dibattito per rilanciare la prospettiva politica e democratica di un'Europa federale, nella quale sia esplicitata la doppia legittimazione dell'Unione europea: quella degli Stati membri e quella dei popoli europei.&lt;br /&gt;Le elezioni del Parlamento europeo del 2009, in questa prospettiva, rappresentano un'occasione da non perdere. Occorre fare in modo che, in vista di questa scadenza, ci sia un dibattito politico che consenta la formazione di forze politiche continentali che abbiano veramente un progetto comune, innanzitutto sulla futura identità istituzionale dell'Unione europea. Anche la stessa discussione sulla collocazione internazionale del PD dovrebbe focalizzarsi su questo obiettivo,per consentire di costruire una vasta alleanza di forze progressiste e democratiche favorevoli all'unificazione politica dell'Europa.&lt;br /&gt;Se, come è ipotizzabile, entro il 2008 oltre i 4/5 dei Paesi membri avranno ratificato il Trattato di Lisbona, tutti le forze europeiste (e, soprattutto, i federalisti convinti) dovrebbero proporre di affiancare alle elezioni del Parlamento un referendum consultivo europeo sul nuovo Trattato.&lt;br /&gt;Questa scelta consentirebbe di rafforzare il fondamento democratico del processo di costruzione dell'Unione europea e, allo stesso tempo, permetterebbe anche agli Stati più recalcitranti di verificare la volontà dei loro popoli, non in un contesto nazionale strumentalizzato, ma in un dibattito pubblico continentale.&lt;br /&gt;E' evidente che questa scelta comporta il rischio di un voto negativo da parte dei cittadini europei: ma non è pensabile di dar vita ad una costruzione così ardita come l'unificazione politica europea se non si ha il coraggio di rischiare.&lt;br /&gt;Su questa scelta si potrà pertanto verificare se, nelle forze politiche e nella società civile, potrà finalmemte emergere una classe dirigente che, consapevole delle sfide che insieme dobbiamo affrontare nel mondo, sia capace di proporre un progetto chiaro, credibile e duraturo ai singoli cittadini e alle nazioni che compongono l'Unione europea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-8158590212550426808?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/8158590212550426808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=8158590212550426808' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/8158590212550426808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/8158590212550426808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/06/il-coraggio-di-investire-sul-futuro.html' title='Il coraggio di investire sul futuro dell&apos;Europa.'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-6858637187558797195</id><published>2008-06-13T02:15:00.000-07:00</published><updated>2008-06-13T02:55:23.220-07:00</updated><title type='text'>Le paure dell'Occidente e la cultura dell'emergenza</title><content type='html'>Le paure dell'Occidente sono state uno dei punti centrali dell'intervento del Sen. Enrico Morando nell'incontro organizzato dall'Associazione "A. Spinelli".&lt;br /&gt;E' stato affermato che il bisogno  di sicurezza dei cittadini (rispetto alla globalizzazione, all'immigrazione, alla precarietà, ...) abbia rappresentato una delle cause primarie della vittoria elettorale del centrodestra, poiché il Governo Prodi e lo stesso Partito Democratico non hanno saputo dare risposte ad esso. In questo senso, la scelta di approvare l'indulto ha rappresentato uno dei punti fondamentali di crisi del rapporto tra il centrosinistra e il Paese.&lt;br /&gt;Io ritengo che il Partito Democratico debba mettere al centro della sua riflessione il bisogno di sicurezza dei cittadini, nelle diverse dimensioni in cui si manifesta, soprattutto per rispondere alle domande delle fasce più deboli della popolazione.&lt;br /&gt;Tuttavia, se il PD vuole dare risposte avanzate a questo bisogno deve evitare di copiare le ricette della destra e uscire dalla cultura dell'emergenza che sta caratterizzando le scelte del legislatore italiano. L'indulto (non solo quello votato in Parlamento, ma quello quotidiano di un apparato giudiziario che  non dà certezza di pena ai reati commessi) è l'altra faccia di scelte legislative che inaspriscono le sanzioni penali come risposta di immagine alle paure spesso ingigantite dai mass media.&lt;br /&gt;La legislazione di emergenza non può dare risposte ai bisogni di sicurezza, ma al contrario alimenta le paure dei cittadini.&lt;br /&gt;La risposta dei riformisti, invece, è il recupero della nobile tradizione di Cesare Beccaria sulla certezza "dei delitti e delle pene".&lt;br /&gt;Non abbiamo bisogno di altre sanzioni penali, ma di allegerire l'intervento del diritto penale sull'ordinamento per far funzionare altri tipi di sanzione (sanzioni amministrative, indennizzi, risarcimenti....). Abbiamo bisogno di sanzioni certe e di un'amministrazione che possa effettivamente farle valere, sia nei confronti dei deboli (fessi) che dei forti (furbi), sia nei confronti della piccola criminalità che della grande criminalità.&lt;br /&gt;In questa prospettiva, la parola d'ordine del PD su questi temi deve essere quella di collegare strettamente la sicurezza e la legalità, per combattere le tante piccole e grandi impunità quotidiane e garantire a tutti la libertà di vivere in Paese sicuro ed accogliente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-6858637187558797195?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/6858637187558797195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=6858637187558797195' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/6858637187558797195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/6858637187558797195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/06/le-paure-delloccidente-e-la-cultura.html' title='Le paure dell&apos;Occidente e la cultura dell&apos;emergenza'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-5710584362453656757</id><published>2008-06-05T13:20:00.000-07:00</published><updated>2008-06-05T14:27:52.357-07:00</updated><title type='text'>Il nodo Europa</title><content type='html'>Nel Consiglio dei ministri dello scorso 30 maggio la maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi ha cominciato a mostrare le prime crepe su una questione centrale per il futuro del nostro Paese e dell'Europa: la ratifica ed esecuzione del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Lisbona"&gt;Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il "Trattato di Lisbona" è stato redatto per sostituire la Costituzione europea bocciata dai referendum francese e olandese del 2005, sulla base del'intesa arrivata a Berlino nel 2007, in occasione dei 50 anni dell'Europa unita, per rilanciare il processo unitario europeo.&lt;br /&gt;L'Italia, innanzitutto, deve onorare gli impegni presi in sede europea per pervenire entro la fine di quest'anno alla ratifica del Trattato, per riuscire a farlo entrare in vigore il 1° gennaio 2009, prima delle elezioni europee. E' perciò necessario che il Parlamento italiano approvi la legge di ratifica entro l'estate, attraverso un lavoro comune della maggioranza e dell'opposizione che permetta di rappresentare unitariamente la volontà del Paese in ambito europeo.&lt;br /&gt;Contro questo impegno unitario, la Lega Nord ha assunto nel Consiglio dei ministri una posizione differente che mira a sottoporre, anche in Italia come in Irlanda, la ratifica del Trattato ad un referendun popolare. A questa posizione si sono associate anche alcuni esponenti della sinistra comunista ed extraparlamentare. La richiesta del referendum in un solo paese, al di là della demagogia, cerca di utilizzare le paure diffuse dei cittadini rispetto ai processi di globalizzazione per conservare gli assetti attuali degli Stati nazionali ed impedire la ratifica del nuovo Trattato europeo.&lt;br /&gt;Il Partito democratico, coerentemente con  le posizioni assunte  nella precedente legislatura e dai suoi più importanti esponenti in sede europea, ha innanzitutto il compito di incalzare il Governo e la maggioranza parlamentare per giungere ad una rapida ratifica del Trattato, che sia il frutto di una larga convergenza di tutte le forze sinceramente europeiste.&lt;br /&gt;Allo stesso tempo, su questo tema, può aprire un confronto ulteriore nel Parlamento, in Italia e in Europa, per sollecitare l'approvazione a livello europeo di una normativa elettorale unica per le prossime elezioni del 2009, che superi l'attuale babele di sistemi di elezione e permetta di dare una legittimanzione unitaria al Parlamento europeo. In questa prospettiva di unificazione politica si può proporre anche l'indizione di un referendum consultivo sul trattato di Lisbona, da tenersi insieme alle elezioni del Parlamento europeo in tutti i paesi membri, per mettere al centro del dibattito politico continentale del prossimo anno il tema dell'unificazione politica dell'Europa come vera risposta alle sfide della globalizzazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-5710584362453656757?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/5710584362453656757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=5710584362453656757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5710584362453656757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/5710584362453656757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/06/il-nodo-europa.html' title='Il nodo Europa'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-843314297808457112</id><published>2008-05-26T05:20:00.000-07:00</published><updated>2008-05-29T12:04:13.785-07:00</updated><title type='text'>I primi provvedimenti del Governo a Napoli</title><content type='html'>Con la riunione del Consiglio dei Ministri, tenutasi a Napoli il 21 maggio, il Governo Berlusconi ha avviato i lavori della nuova legislatura ha voluto onorare gli impegni presi in campagna elettorale, approvando provvedimenti in materia di superamento dell’emergenza rifiuti nella regione Campania, sicurezza pubblica, diminuzione del carico fiscale.&lt;br /&gt;Ad un primo sommario esame, questi provvedimenti hanno un approccio emergenziale che serve a tranquillizzare l'opinione pubblica, ma non offrono una prospettiva stabile e duratura per risolvere i problemi che si vogliono affrontare.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Emergenza rifiuti a Napoli e in Campania&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per risolvere la situazione legata allo smaltimento dei rifiuti a Napoli e in Campania, il Consiglio dei ministri ha nominato Guido Bertolaso a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'emergenza rifiuti ed ha approvato un &lt;a href="http://www.ambientenergia.info/index.php?data=24/05/2008&amp;amp;titolo=decreto-legge-n.-90-del-23-5-2008&amp;amp;recordID=3900&amp;amp;sezione=1&amp;amp;tipoID=3"&gt;decreto legge&lt;/a&gt; che individua le discariche da aprire e che prevede la costruzione di quattro termovalorizzatori in Campania.&lt;br /&gt;Il decreto legge non mette ordine al complesso sistema delle gestioni commissariali con le quali è stata fino ad oggi affrontata l'emergenza rifiuti in Campania, sistema che è all'origine di molte disfunzioni e sprechi, che anzi ha vanificato il ruolo degli enti locali e che non ha saputo né risolvere il problema rifiuti, né intaccare il potere della camorra nella gestione delle discariche.&lt;br /&gt;Viene anzi creata una nuova struttura, il sottosegretario alla Presidenza &lt;span&gt;del Consiglio, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;facendo aumentare il numero di sottosegretari attualmente previsto dalla legge. Il Sottosegretario &lt;/span&gt;&lt;span&gt;si aggiunge alle gestioni esistenti con poteri straordinari e l'emergenza rifiuti viene prorogata fino al 31 dicembre del 2009.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;In ogni caso, il piano varato con il decreto legge raccoglie le proposte elaborate in questi mesi dal &lt;/span&gt;&lt;span&gt;commissario De Gennaro insieme alla Regione e alle Autonomie locali e definisce un quadro unitario di scelte e di &lt;/span&gt;&lt;span&gt;azioni necessarie per uscire rapidamente dalla crisi e per realizzare  finalmente un ciclo integrato di smaltimento dei rifiuti.&lt;br /&gt;Ma occorre porsi l'obiettivo di uscire dall'emergenza, con un'azione che valorizzi la responsabilità degli enti territoriali che necessariamente avrà bisogno di &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000396.html"&gt;nervi saldi, tempi lunghi, grande pazienza&lt;/a&gt;.  Dopo le tante polemiche è arrivato il momento in cui tutte le forze politiche e tutte le istituzioni della Repubblica devono collaborare per liberare Napoli e la Campania dai rifiuti. Un impegno che è strettamente legato a quello per liberare Napoli e la Campania dalla camorra.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pacchetto sicurezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il "&lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2184540090"&gt;pacchetto sicurezza&lt;/a&gt;" del Governo prevede un decreto-legge immediatamente operativo, un disegno di legge che avrà una corsia preferenziale in Palamento, alcuni decreti legislativi di recepimento di direttive comunitarie.&lt;br /&gt;Si cerca di rispondere alle paure dei cittadini suscitate dalla crescita dell'immigrazione attraverso l'inasprimento delle pene e delle misure per contrastare l'immigrazione clandestina che rischiano di creare un diritto penasle speciale per gli immigrati in contrasto con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (reato di ingresso illegale, prolungamento a 18 mesi di permanenza nei CPT, limitazioni ai matrimoni di convenienza e ai ricongiungimenti familiari, revoca dello status di rifugiato)  invece di costruire una &lt;a href="http://www.senato.it/pdulivo/comunicati/080514_3.htm"&gt;politica fondata sull'accoglienza e sulla legalità&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Si realizza un "giro di vite" sui comportamenti che più colpiscono l'opinione pubblica (guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, omicidio commesso in violazione delle norme sulla circolazione stradale e sugli infortuni sul lavoro, divieto di patteggiamento in appello per i reati di criminalità organizzata, ecc). Come sempre, nel rispetto della tradizione schizofrenica del nostro legislatore, invece di mettere in campo un intervento riformatore che dia certezza all'azione della polizia e della magistratura, attraverso il rafforzamento delle azioni per il ripristino della legalità e per la certezza delle pene, si segue la logica emergenziale dell'inasprimento delle sanzioni penali che rappresenta esattamente l'altra faccia dell'indulto.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La stessa cosa avviene con il maggiore coinvolgimento dei Sindaci nelle tematiche della sicurezza: è concesso il potere adottare provvedimenti urgenti per prevenire ed eliminare gravi pericoli per l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana ma non si affronta con coerenza il tema del coordinamento tra le polizie nazionali e le polizie locali per coordinare stabilmente gli interventi sull'ordine pubblico e la sicurezza e gli interventi a difesa della legalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Diminuzione del carico fiscale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La diminuzione del carico fiscale è attuata con alcuni interventi che non affrontano in modo strutturale i temi principali che il Paese deve affrontare: la semplificazioine del sistema fiscale legata all'avvio del federalismo fiscale e il rilancio della produttività.&lt;br /&gt;L’eliminazione dell’imposta comunale per l’abitazione principale dei contribuenti (ICI) escluse le abitazioni di lusso infatti crea una “&lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000389.html"&gt;illusione tributaria&lt;/a&gt;”, perché i contribuenti dovranno in altre forme pagare ciò che viene loro presentato come un regalo. Allo stesso tempo comporta una compressione dell'autonomia finanziaria dei Comuni proprio nel momento in cui si dovrebbe avviare il federalismo fiscale ed introdurre un rapporto le istituzioni e i cittadinibasato sull'autonomia e la responsabilità.&lt;br /&gt;La rinegoziazione dei mutui rischia di riproporre nei conti privati lo schema della &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000430.html"&gt;finanza creativa&lt;/a&gt; che abbiamo già sperimentato nei conti pubblici poiché offre l'allettante prospettiva di un beneficio immediato a fronte di un maggiore onere futuro.&lt;br /&gt;La &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000420.html"&gt;detassazione dello straordinario dei dipendenti del settore privato&lt;/a&gt;, in via sperimentale, rischia di privilegiare solo alcune figure a discapito di altre e di trasformarsi in un incentivo a una massiccia operazione di elusione fiscale, a favore soprattutto delle imprese del Nord, che verrebbe pagata da tutti gli altri contribuenti. Ma, soprattutto, non affronta l'esigenza prioritaria di incentivare effettivamente il recupero di competività del sistema produttivo, attraverso una riforma del sistema contrattuale pubblico e privato che rafforzi il legame fra salario, produttività e condizioni locali del mercato del lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-843314297808457112?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/843314297808457112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=843314297808457112' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/843314297808457112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/843314297808457112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/05/i-primi-provvedimenti-del-governo.html' title='I primi provvedimenti del Governo a Napoli'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-826337277292170336</id><published>2008-05-11T14:31:00.001-07:00</published><updated>2008-05-29T10:31:42.264-07:00</updated><title type='text'>Il Governo Berlusconi IV e il Governo ombra del PD</title><content type='html'>Il chiaro esito delle elezioni politiche del 13 e 14 giugno ha consentito a Berlusconi e alla coalizione che lo sostiene di procedere con molta rapidità ai primi adempimenti della XVI legislatura.&lt;br /&gt;I Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica sono stati eletti tra i rappresentanti delle due maggiori forze che hanno dato vita al Popolo della libertà.&lt;br /&gt;Il Presidente del Consiglio ha accettato senza riserve l'incarico conferitogli dal Presidente della Repubblica e ha formato immediatamente il &lt;a href="http://www.governo.it/Governo/Ministeri/ministri_gov.html"&gt;nuovo Governo&lt;/a&gt;, che si presenta come un Governo del Primo ministro. Nel Governo Berlusconi  IV, che si è insediato lo scorso 8 maggio, non ci sono Ministri esterni alla maggioranza e i Ministri più importanti fanno diretto riferimento Presidente del Consiglio.  Anche se è stato rispettato il numero di Ministri con portafoglio previsto dalla legge, è evidente una certa certa ridondanza di incarichi tra quelli senza portafoglio, che può complicare la ripartizione dei compiti tra i diversi Ministri.&lt;br /&gt;Il Partito Democratico è ancora alle prese con la discussione sulle ragioni della sconfitta. Tuttavia,  in quanto principale partito di opposizione, non ha perso tempo e ha cominciato a riorganizzarsi attraverso l'elezione dei capigruppo di Camera e Senato, la costituzione del  &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ulivo.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=50815"&gt;Governo ombra&lt;/a&gt; e di un &lt;a href="http://www.ulivo.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=50815"&gt;Coordinamento&lt;/a&gt; che affiancherà il Segretario, Walter Veltroni, nelle funzioni di direzione politica del PD. La costituzione del Governo ombra deve portare a rivedere gli incarichi del Partito, poiché occorre evitare le sovrapposizioni e rendere evidenti le responsabilità nelle diverse politiche settoriali.&lt;br /&gt;La nascita del Governo e la costituzione del Governo ombra possono favorire l'avvio di un nuovo rapporto tra maggioranza e opposizione, a partire dal diverso ruolo che esse svolgono nel Parlamento.&lt;br /&gt;Da un lato, su alcuni temi di interesse nazionale, occorre superare la logica dello scontro a priori: la Costituzione, le riforme istituzionali, la politica estera e la posizione dell'Italia nell'Unione europea sono campi sui quali si dovrebbe sviluppare un confronto costante tra maggioranza e opposizione, per trovare alcuni fondamentali punti di accordo e un minimo comun denominatore a tutela dell'interesse generale e della tenuta del Paese.&lt;br /&gt;Dall'altro, sulla politica economica e sulle altre scelte di governo, è naturale che l'opposizione dovrà incalzare la maggioranza senza paura, criticare le sue proposte se ritenute non valide, proporre delle soluzioni alternative, definire una sua agenda di priorità sulla quale ricercare in modo chiaro il consenso popolare.&lt;br /&gt;Ma l'attività del Partito Democratico non può essere legata solo alla dinamica parlamentare.&lt;br /&gt;Le ragioni della sconfitta sono profonde - non solo di natura politica ma anche di &lt;a href="http://www.stefanofassina.it/My_own/unita_100508.pdf"&gt;natura economica&lt;/a&gt; - e occorre riprendere con cura il percorso di radicamento territoriale e di definizione di una chiara identità riformatrice del Partito Democratico nel contesto europeo, anche per affrontare in modo positivo le prossime sfide delle elezioni amministrative ed europee.&lt;br /&gt;E' un impegno non scontato, faticoso ma non impossibile. Soprattutto se il PD evita le scorciatoie delle scelte piovute dall'alto e recupera la capacità di coinvolgimento e di partecipazione democratica che si è avuta nelle elezioni primarie e che costituisce uno degli elementi innovativi del suo statuto.&lt;br /&gt;Diamo fiducia al popolo dell'Ulivo e alle sue aspettative di partecipazione democratica; affidiamo ad esso le scelte sulla collocazione politica del PD in Europa e sulle candidature da presentare alle prossime scadenze elettorali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-826337277292170336?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/826337277292170336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=826337277292170336' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/826337277292170336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/826337277292170336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/05/il-governo-berlusconi-iv-e-il-governo.html' title='Il Governo Berlusconi IV e il Governo ombra del PD'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-3638186796364377034</id><published>2008-05-03T07:25:00.000-07:00</published><updated>2008-05-08T16:04:49.972-07:00</updated><title type='text'>Le ragioni della sconfitta</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;!&lt;/span&gt;?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le elezioni politiche del 13 -14 aprile 2008 rappresentano senza dubbio una cocente sconfitta per il Partito Democratico e il complesso delle forze del centrosinistra, soprattutto se si leggono insieme ai risultati delle elezioni amministrative ed, in primo luogo, alla sconfitta subita nel ballottaggio al Comune di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;1. Una sconfitta democratica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'origine di questa sconfitta c'è, in primo luogo, una ragione puramente democratica.&lt;br /&gt;Gli italiani hanno punito l'incapacità delle forze di centrosinistra di stare insieme e governare il Paese per realizzare in 5 anni ciò che era scritto nel programma dell'Unione.&lt;br /&gt;Il Governo Prodi è franato soprattutto sulle sue contraddizioni.&lt;br /&gt;C'era un'evidente schizofrenia tra l'obiettivo ambizioso e unitario dell'Unione, l'azione di governo, le dichiarazioni di singoli ministri e e la frammentazione delle forze politiche che facevano parte della coalizione.&lt;br /&gt;In alcuni casi (formazione del Governo, numero di ministri e sottosegretari) è stato rinnegato il programma elettorale; in altri (l'indulto) si è privilegiato un intervento di emergenza rispetto a riforme strutturali che garantissero il funzionamento della giustizia e la certezza delle pene; in altri (il protocollo del sul welfare) sono venuti al pettine i nodi irrisolti che erano dentro lo stesso programma dell'Unione.&lt;br /&gt;Più in generale l'Unione non è riuscita a gestire unitariamente il passaggio dalla fase di risanamento della spesa pubblica a quella di sviluppo del progetto per il rilancio del Paese.&lt;br /&gt;Il risultato elettorale punisce pesantemente soprattutto le forze che più hanno contribuito con i loro comportamenti e con le loro azioni alla caduta del Governo Prodi, ma segna una sconfitta complessiva per le forze del centrosinistra che non hanno saputo affrontare con unitarietà, coerenza e capacità la sfida del governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;2. Una sconfitta sociale, territoriale e culturale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova affermazione di Berlusconi (la terza in 14 anni) e il risultato del Popolo della libertà e dei suoi alleati hanno tuttavia radici profonde e di più lunga durata.&lt;br /&gt;In questi anni, l'Italia ha avviato un lungo processo di transizione istituzionale che è stato da tutti visto come la necessaria risposta alla bassa capacità di crescita del paese e che purtroppo non è arrivato ancora a compimento. La grave crisi della finanza pubblica e la situazione del debito pubblico ereditata dagli anni '80, insieme all'ingresso del nell'Unione europea e nell'area dell'euro, hanno costretto i diversi governi a manovre finanziarie che hanno colpito le capicità di investimento e di consumo del Paese. La globalizzazione e il forte sviluppo delle nuove economie emergenti (Cina, India ...) hanno messo in difficoltà il tradizionale settore manifatturiero in cui l'Italia eccelleva, penalizzando le capacità di esportazione. In un periodo di bassa crescita economica si è assistito allo spostamento della ricchezza reale dai salari alle rendite e ai profitti e al parallelo aumento dei livelli di disuguaglianza sociale e territoriale.&lt;br /&gt;L'Italia è stata descritta come un paese in declino, ripiegato su se stesso e che non riesce a trovare una  visione condivisa per rilanciare il suo ruolo nazionale e internazionale: uno specchio in frantumi in cui prevalgono le istanze particolaristiche e corporative.&lt;br /&gt;I partiti di centrosinistra e i sindacati che ad essi sono tradizionalmente collegati non hanno saputo portare a completamento la lunga transizione istituzionale che caratterizza l'Italia dal 1992 e non hanno fornito una prospettiva di rilancio al Paese. Hanno perduto la capacità di insediamento sociale nella società italiana che è stata percorsa da profondi processi di ristrutturazione del tessuto produttivo (riorganizzazione e delocalizzazione delle imprese), del mercato del lavoro (che è divenuto molto più precario) e della sua composizione demografica (il costante aumento della popolazione immigrata).&lt;br /&gt;I partiti del centrodestra, invece, sono riusciti a rappresentare meglio le diverse facce del Paese. L'Alleanza tra il Popolo delle libertà, la Lega, il MPA ha consentito di trovare delle risposte differenziate nelle diverse aree del Paese. E la capacità di rappresentanza territoriale non si è limitata al Nord e alla Sicilia, ma è arrivata a radicarsi quasi in tutto il Paese, con una ricaduta evidente anche sul voto amministrativo di Roma. Le uniche aree geografiche che si resistono allo spostamento del voto a destra sono le tradizionali regioni rosse del centro-nord.&lt;br /&gt;Anche se sono evidenti le contraddizioni politiche e culturali la coalizione di centrodestra ha saputo interpretare gli orientamenti profondi del Paese grazie ad una rinnovata presenza nella società, non solo tra gli imprenditori e i professionisti ma anche tra gli operai e le fasce più popolari (circoli, sindacati, apparati di informazione, ecc.).&lt;br /&gt;E' evidente che le diverse risposte delle forze del centrodestra hanno trovato un cemento straordinario in Berlusconi che, a partire dalla sua presenza negli apparati informativi e dalle sue capacità di comuicazione, ha saputo costruire in questi anni un solido sistema di alleanze politiche ed un'egemonia culturale che hanno profondamente influenzato l'opinione pubblica: segni evidenti di ciò sono le analisi e le idee contenute nell'ultimo libro di Tremonti, come lo spazio dato alle tematiche della sicurezza in tutte le televisioni durante la campagna elettorale politica e amministrativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;3. Il risultato del Partito Democratico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Di fronte alla crisi evidente e alla frammentazione dell'alleanza che sosteneva il secondo Governo Prodi, la nascita del Partito Democratico ha rappresentato l'unico vero tentativo di rispondere attraverso una nuova proposta politica alla sfida elettorale.&lt;br /&gt;La scelta di trasformare l'alleanza elettorale dell'Ulivo in un vero partito riformatore si sarebbe dovuta avviare probabilmente già dopo la caduta del primo Governo Prodi nel 1998. Tuttavia il Partito Democratico, dopo un lungo travaglio, è finalmente nato, attraverso un processo costituente che ha visto la confluenza dei DS e della Margherita nel nuovo Partito, la partecipazione di oltre 3 milioni di persone e una prima adesione di oltre 1 milione di persone.&lt;br /&gt;La scelta di affrontare da soli la sfida delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile non è stata evidentemente sufficiente per cambiare l'esito del voto.&lt;br /&gt;Il voto ravvicinato è intervenuto quando ancora era in corso la fase costituente del PD: le differenze dell'esito del voto politico nelle diverse aree territoriali, nelle aree urbane rispetto ai centri minori,   i diversi rislutati del voto amministrativo devono essere letti anche in questa luce.&lt;br /&gt;Al di là delle ragioni oggettive della sconfitta elettorale, occorre pertanto avviare una riflessione approfondita anche sulle modalità con le quali è stato avviata la costruzione del nuovo Partito a livello nazionale e nei diversi territori.&lt;br /&gt;Senza dubbio l'emergenza elettorale e la forte verticalizzazione dell'offerta politica non hanno contribuito a  far emergere  in profondità il profilo innovativo del PD, come partito aperto alla partecipazione democratica e con una presenza diffusa nel territorio.&lt;br /&gt;Le candidature per le elezioni politiche (e per il Sindaco di Roma) non sono state scelte attraverso le elezioni primarie e questo ha sicuramente frenato le aspettative democratiche che molti riponevano sul nuovo Partito.&lt;br /&gt;Allo stesso tempo, la personalizzazione della campagna elettorare 1 contro 1 (Veltroni contro Berlusconi) non ha fatto emergere il profilo corale e plurale della nuova forza politica. Alla comunicazione berlusconiana fondata sul modello del broadcast televisivo occorreva probabalimente opporre un altro modello di comunicazione, fondato su una pluralità di soggetti,  sulla capacità di fare rete e di costruire una proposta e una squadra in sintonia con il candidato premier.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;4. Ripartiamo dal PD e dal territorio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la sconfitta, i risultati delle elezioni testimoniano che in tutto il  Paese c'è una grande forza riformatrice che raccoglie circa un terzo dei consensi elettorali.&lt;br /&gt;Con il 33,5% dei voti il Partito Democratico si colloca ad un livello di consenso simile a quello massimo raggiunto dal Partito comunista, ma il suo risultato è più omogeneo perché in tutte le regioni è comunque superata la soglia del 25% dei voti.&lt;br /&gt;Con questo livello di consensi il Partito Democratico si pone come concreta forza di governo in tutto il territorio del Paese e, a differenza del Partito comunista, ha la possibilità di costruire una proposta di governo e un sistema di alleanze sia verso la sinistra che verso il centro.&lt;br /&gt;Occorre pertanto ripartire da questa forza e da questa consapevolezza.&lt;br /&gt;Il PD non può restare in mezzo al guado ma deve portare a termine il processo di costituzione e di radicamento nella società e nei territori, organizzadosi realmente come partito nuovo, a rete, plurale ed aperto, a forte partecipazione popolare e democratica.&lt;br /&gt;Per fare questo non occorrono correnti e scontri di vertice. Occorre una grande capacità di ascolto e di azione nella società, un lavoro costante di radicamento del PD, la costruzione di una rete di fondazioni e associazioni che consentano di recuperare un rapporto profondo con il sentimento popolare, nelle città, nelle province, nelle regioni, in Italia e in Europa.&lt;br /&gt;Un partito di questo tipo può affrontare in modo intelligente le future sfide politiche ed elettorali, valutando le possibili alleanze  con le forze che si collocano a sinistra o al centro del sistema politico,  costruendo credibili proposte di governo e definendo la sua collocazione  a livello europeo: a partire dalle elezioni amministrative del prossimo giugno in Sicilia e dalle elezioni amministrative ed europee che si terranno in tutto il paese nel 2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-3638186796364377034?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/3638186796364377034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=3638186796364377034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/3638186796364377034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/3638186796364377034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/05/le-ragioni-della-sconfitta.html' title='Le ragioni della sconfitta'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6682123633439174509.post-497242817863837487</id><published>2008-04-26T06:07:00.000-07:00</published><updated>2008-04-27T11:21:39.912-07:00</updated><title type='text'>Ripartiamo dal Partito Democratico</title><content type='html'>A dieci giorni dalle elezioni politiche che hanno visto la nuova affermazione di Berlusconi, del Popolo della libertà e dei suoi alleati, è possibile trarre alcune prime considerazioni sul risultato del PD.&lt;br /&gt;Voglio innanzitutto aprire questo primo contributo con un sentito ringraziamento a Romano Prodi e Walter Veltroni per tutto quello che hanno fatto.&lt;br /&gt;Due anni fa avevo &lt;a href="http://ulivoinrete.blogspot.com/2006/08/per-una-federazione-democratica.html"&gt;scritto&lt;/a&gt; che il centrosinistra si trovava di fronte a due sfide importanti:&lt;br /&gt;a) governare bene realizzando le proposte migliori contenute nel programma dell'Unione con un governo di legislatura che portasse finalmente a compimento la lunga transizione istituzionale che caratterizza l'Italia dal 1992;&lt;br /&gt;b) procedere ad una profonda riorganizzazione delle forze politiche che lo componeva, in primo luogo attraverso la costituzione di un grande Partito Democratico.&lt;br /&gt;La prima sfida è stata persa. Il Governo Prodi è purtroppo franato sulle sue contraddizioni. La sonora sconfitta elettorale del centrosinistra e, in primo luogo, delle forze che più hanno contribuito alla caduta del Governo Prodi, ne è la più evidente conseguenza.&lt;br /&gt;La seconda sfida è ancora aperta. Il Partito Democratico, dopo un lungo travaglio, è finalmente nato. I risultati delle elezioni politiche del 2008 testimoniano che in tutto il Paese c'è una grande forza riformatrice che si colloca tra il 25% e il 45% dei consensi elettorali.&lt;br /&gt;Occorre ripartire da questo radicamento territoriale se vogliamo riprendere rapidamente il cammino per cambiare profondamente l'Italia e l'Europa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6682123633439174509-497242817863837487?l=agoreuo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://agoreuo.blogspot.com/feeds/497242817863837487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6682123633439174509&amp;postID=497242817863837487' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/497242817863837487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6682123633439174509/posts/default/497242817863837487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agoreuo.blogspot.com/2008/04/ripartiamo-dal-partito-democratico.html' title='Ripartiamo dal Partito Democratico'/><author><name>Gaetano Palombelli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13469277716461213813</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
